12/03/2013
Del Turco
“Soldi, bugie, foto false. Affondano le accuse contro Del Turco”.
[continua]
Di Tarcisio Tarquini il 12/03/2013 alle 11:25 | Non ci sono commenti
08/07/2012
Saluto a Federico Coen
Federico Coen era stato il direttore del mensile socialista Mondo operaio (fondato a metà degli anni cinquanta dello scorso secolo da Pietro Nenni) nel periodo migliore: quello in cui il periodico aveva contribuito a rilanciare l’autonoma cultura del socialismo riformista italiano ingaggiando una dura competizione culturale con la ancora granitica intellighenzia comunista, e riuscendo ad anticipare temi e problemi (come la teoria socialista dello stato, proposta in un basilare saggio di Norberto Bobbio) che sarebbero diventati, più avanti, "luoghi comuni" della sinistra e contenuto, per una deriva che Coen avrebbe contrastato pagando pena con l’estromissione dalla direzione del giornale, di una battaglia politica agitata da Craxi in una prospettiva che, dall’originaria ipotesi di una sinistra liberata dai blocchi mentali e dalle ottusità ideologiche del passato e rinnovatrice del paese, sarebbe franata (con i danni che tuttora scontiamo) nel meta-pentapartito degli anni ottanta, nella vergogna di tangentopoli, nell’amara diaspora socialista, nella crisi irrisolta della politica.
Della redazione di Thema feci parte, con altri colleghi con i quali ho condiviso anche fasi successive della mia carriera professionale: Enrico Galantini, Carlo Gnetti, Anna Avitabile; insieme con noi c’era Marco D’Eramo, l’autore del progetto grafico era Francesco Alfani, tra gli illustratori ricordo Mojmir Jezek, Riccardo Paoletti, Roberto Perini, tanti erano i collaboratori attirati dal prestigio di Coen (tra loro, alcuni esuli dell’est europeo, come Wlodek Goldkorn) che non esitò ad accettare l’idea, che gli venne proposta, di lasciare l’apertura della rivista a un “prologo” affidato a uno scrittore che - ripescando l’esempio del famoso apologo sulla “gran bonaccia delle Antille” con cui Italo Calvino, trenta anni prima su Città aperta, aveva dimostrato quanta energia politica potesse sprigionarsi da un testo letterario - scommetteva sulla possibilità di offrire altre parole al discorso politico, per provare se con quell’ottica si potesse rinnovarlo, sottoponendogli un altro punto di vista e purificandolo così dal corrompimento retorico che ormai lo allontanava dalla realtà.
Di Tarcisio Tarquini il 08/07/2012 alle 17:56 | C'e' un commento
14/04/2010
Fotomontaggi del Quarto Stato
Torno sul quadro di Pellizza da Volpedo il Quarto Stato. Per confessare, in questo post, un senso di fastidio, quasi di irritazione, che ho provato una decina di giorni fa, vedendo in una trasmissione televisiva, condotta dal giornalista Paragone, il quadro sottoposto a un montaggio fotografico che, al posto dei volti originali, piazzava le facce di Bossi e altri leghisti. Si discuteva della penetrazione della Lega e dei messaggi leghisti tra i lavoratori, e il fotomontaggio era il modo più elementare per sintetizzarlo.
[continua]
Di Tarcisio Tarquini il 14/04/2010 alle 17:48 | Non ci sono commenti
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