
Non conoscevo l’operaio della Videocon che si è ucciso ieri, spaventato dalla prospettiva del prossimo licenziamento per la fine dell’azienda in cui aveva lavorato per venti anni. Non so se abbia famiglia, se abbia figli, se la sua depressione sia dipesa solo dalle prospettive nere per il suo futuro o anche dal riaffiorare di angosce più lontane e profonde. Conosco, però, bene quello che sta accadendo in quella fabbrica, alle persone che ci lavorano dentro, ai sindacalisti che cercano di fare il loro dovere, nel vuoto completo del governo che non ha soluzioni da proporre e della politica che finora è riuscita solo, e nei casi migliori, a descrivere il problema senza avere uno straccio di idea da suggerire.
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Di Tarcisio Tarquini il 25/03/2010 alle 23:57
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