Forse c’è ancora affissa a una parete della redazione dell’Ediesse la targa che il sindacato dei metalmeccanici norvegese gli aveva offerto al momento della pensione, dopo quarantacinque anni di lavoro nella fabbrica di chiodi e fil di ferro dove era arrivato subito dopo la sua partenza dall’Italia, proprio negli anni in cui il boom economico cominciava a prendere forma proiettando il nostro paese – ma non tutti i nostri paesani, evidentemente – nell’età dello sviluppo industriale.
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ARCHIVIATO IN Memoria
Di Tarcisio Tarquini il 23/02/2011 alle 22:00
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