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12/03/2010

Pneumatici e uomini intelligenti al lavoro

Nell’ultimo numero di Wired, segnalo una bella inchiesta di Mario Portanova (con foto altrettanto belle di Max&Douglas) sul nuovo stabilimento Pirelli di Settimo Torinese che produrrà pneumatici di altissima gamma. Un gioiello dell’architettura (il cuore del progetto è di Renzo Piano, un edificio in vetro e cemento che unisce i due corpi dello stabilimento, con vetrature che lasciano passare la luce ma proteggono come se fossero opache), della tecnologia (c’è un macchinario, il tamburo transformer composto da maglie d’acciaio mobili, attorno a cui si plasma la gomma calda, che si allarga o restringe a seconda del tipo di pneumatico che si vuole produrre: un pneumatico intelligente che trasmette informazioni all’apparato elettronico dell’auto), ma anche dell’impegno sociale e della dedizione civile di un sindaco del PD, Aldo Corgiat Loia, ex sindacalista CGIL, che davanti alla dismissione certa del vecchio stabilimento, e al degrado possibile delle aree svuotate, riesce a costruire con successo un’operazione, di cui il comune diventa regista e facilitatore, che salva e riqualifica 1.300 posti di lavoro. Un uomo del fare e dell’innovare, diremmo se non temessimo di usare per una cosa tanto seria termini così abusati fino al ridicolo.
Nell’impresa sono stati coinvolti e hanno partecipato l’assessore all’innovazione della Regione Piemonte Andrea Bairati (se concorre, auspichiamo che gli elettori lo rieleggano), il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, l’amministratore delegato di Pirelli Tyre, Francesco Gori.

Proprio in questi giorni ho scritto per Rassegna Sindacale sulla crisi del Piemonte, e anche in questa difficile e amara ricognizione ho incontrato, segnalatomi dai sindacalisti della Cgil, un caso di successo: un’impresa produttrice di cemento (la Fassa di Calliano) che ha costruito il suo nuovo stabilimento, stando attenta non solo alla sicurezza e alla salubrità degli impianti ma anche alla scelta dei colori per favorire l’integrazione estetica nell’ambiente. Quando si parla di responsabilità sociale ci si riferisce a casi come questi, dove si fa un passo in più di quanti si sarebbe in dovere di fare.
Un sindaco e un assessore che hanno il coraggio di una sfida, tecnici e imprenditori che non ripiegano sul sicuro e sul minimo indispensabile per sentirsi in pace con le loro ambizioni. E che non hanno bisogno di manomettere i diritti di chi lavora per assicurare competitività alle loro aziende.



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Di Tarcisio Tarquini il 12/03/2010 alle 16:48 | Non ci sono commenti

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