Tag: clarinetto

16/05/2011

I saggi degli allievi del Conservatorio

Emozioni non solo elettorali oggi. Nella sala Paris del Conservatorio, saggi degli allievi di clarinetto del maestro Raffaello Orlando. Al termine, una studentessa ha ringraziato il maestro, che l’anno prossimo andrà in pensione, per avere insegnato in tutti questi anni non solo musica ma l’umiltà.
Sentirlo dire a una ragazza di quindici o sedici anni che ha eseguito (molto bene) le variazioni su La donna del lago di Rossini (musica che si esegue solo dopo il diploma – ha spiegato il Maestro Orlando) è una prova di quanto possano ancora i buoni Maestri e le buone scuole.

Per il magnifico volumetto di presentazione dei saggi, ideato e realizzato graficamente da Tonino Poce e dal nostro laboratorio di grafica (a fianco la copertina), ho scritto una delle due presentazioni (l’altra – la più importante - è, ovviamente, del direttore D’Antò). La pubblico in questo post; esprime abbastanza bene il perché delle emozioni non elettorali di oggi.
Eccola di seguito.

L’appuntamento di fine anno accademico, quando i nostri allievi si mettono alla prova davanti a un <pubblico> per confermare l’efficacia del lavoro svolto da loro e dai loro docenti, è forse il momento che meglio rappresenta ciò che è il nostro Conservatorio: la qualità dell’attività di formazione musicale e, credo, più ampiamente civile che esso sa offrire, la dedizione che alla sua <missione> sanno assicurare tutti coloro che, per poco o tanto che sia – ma sempre per tutto quello che possono - collaborano a dargli il decoro della serietà, dell’impegno, della cultura e dell’arte.

È questo anche il momento in cui il Conservatorio si rivolge, nella forma più propria, alla società provinciale dando atto dei talenti
che ha saputo far fruttare, moltiplicandoli e mettendoli a disposizione di tutti, alla stregua di una ricchezza che si voglia destinare a un investimento per il futuro comune.

Ancora oggi, dopo quattro anni di quest’esperienza straordinaria da presidente che mi ha dato l’occasione di partecipare a un progetto in cui ho riconosciuto il senso più profondo del sistema di educazione e formazione pubblica
che la nostra Costituzione ha disegnato per garantire ai meritevoli il diritto di istruirsi e di trovare così le strade più adatte alle loro vocazioni, ancora oggi – dicevo – arrivo all’incontro con i concerti finali dei nostri giovani con l’emozionata convinzione di aver dato anch’io una mano perché il sogno, l’ambizione, di qualcuno di loro – o, come spero, di tutti - possa realizzarsi.
È un patto tacito che si rinnova; ed è la ragione di un impegno verso i giovani che noi del Licinio Refice sentiamo di non poter deludere.



TAG raffaello orlando la donna del lago di rossini clarinetto conservatorio licinio refice di frosinone

ARCHIVIATO IN Diario dal Conservatorio

Di Tarcisio Tarquini il 16/05/2011 alle 19:31 | Non ci sono commenti

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