16/05/2011
I saggi degli allievi del Conservatorio
Sentirlo dire a una ragazza di quindici o sedici anni che ha eseguito (molto bene) le variazioni su La donna del lago di Rossini (musica che si esegue solo dopo il diploma – ha spiegato il Maestro Orlando) è una prova di quanto possano ancora i buoni Maestri e le buone scuole.
Per il magnifico volumetto di presentazione dei saggi, ideato e realizzato graficamente da Tonino Poce e dal nostro laboratorio di grafica (a fianco la copertina), ho scritto una delle due presentazioni (l’altra – la più importante - è, ovviamente, del direttore D’Antò). La pubblico in questo post; esprime abbastanza bene il perché delle emozioni non elettorali di oggi.
Eccola di seguito.
L’appuntamento di fine anno accademico, quando i nostri allievi si mettono alla prova davanti a un <pubblico> per confermare l’efficacia del lavoro svolto da loro e dai loro docenti, è forse il momento che meglio rappresenta ciò che è il nostro Conservatorio: la qualità dell’attività di formazione musicale e, credo, più ampiamente civile che esso sa offrire, la dedizione che alla sua <missione> sanno assicurare tutti coloro che, per poco o tanto che sia – ma sempre per tutto quello che possono - collaborano a dargli il decoro della serietà, dell’impegno, della cultura e dell’arte.
È questo anche il momento in cui il Conservatorio si rivolge, nella forma più propria, alla società provinciale dando atto dei talenti che ha saputo far fruttare, moltiplicandoli e mettendoli a disposizione di tutti, alla stregua di una ricchezza che si voglia destinare a un investimento per il futuro comune.
Ancora oggi, dopo quattro anni di quest’esperienza straordinaria da presidente che mi ha dato l’occasione di partecipare a un progetto in cui ho riconosciuto il senso più profondo del sistema di educazione e formazione pubblica che la nostra Costituzione ha disegnato per garantire ai meritevoli il diritto di istruirsi e di trovare così le strade più adatte alle loro vocazioni, ancora oggi – dicevo – arrivo all’incontro con i concerti finali dei nostri giovani con l’emozionata convinzione di aver dato anch’io una mano perché il sogno, l’ambizione, di qualcuno di loro – o, come spero, di tutti - possa realizzarsi.
È un patto tacito che si rinnova; ed è la ragione di un impegno verso i giovani che noi del Licinio Refice sentiamo di non poter deludere.
Di Tarcisio Tarquini il 16/05/2011 alle 19:31 | Non ci sono commenti
1 - 1 (1 record)
