04/10/2011
Virtù e miserie dei bilanci sociali
Mi scrive Francesca, commentando un mio post di parecchi mesi fa:
Salve, sono una studentessa di Economia e sto svolgendo un lavoro sulla rendicontazione sociale delle BANCHE NON QUOTATE! Mi rivolgo soprattutto a Cristiana Rogate, dato che è un'esperta, per sapere cosa può spingere una banca non quotata a redigere Bs oppure viceversa perchè non lo fa. Da quanto ho capito sono tutte chiacchiere. Rispondete in molti tutte le vostre osservazioni mi sono utili. Grazie [continua]
Salve, sono una studentessa di Economia e sto svolgendo un lavoro sulla rendicontazione sociale delle BANCHE NON QUOTATE! Mi rivolgo soprattutto a Cristiana Rogate, dato che è un'esperta, per sapere cosa può spingere una banca non quotata a redigere Bs oppure viceversa perchè non lo fa. Da quanto ho capito sono tutte chiacchiere. Rispondete in molti tutte le vostre osservazioni mi sono utili. Grazie [continua]
Di Tarcisio Tarquini il 04/10/2011 alle 17:46 | C'e' un commento
03/06/2010
L'accountability delle Chiese
Da Raffaele Coruzzi, esperto di web marketing, ricevo e volentieri condivido con i lettori dei miei post.
Ti scrivo perché mi ero imbattuto nel tuo intervento<http://rendiamociconto.blog.rassegna.it/2010/04/15/424-l'impossibile accountability-della-chiesa/>che traeva spunto dalle critiche di Kung alla Chiesa Cattolica, e mi ero appuntato di segnalarti un sito web che magari conosci già, conoscendo il tuo interesse professionale su accountability, bilancio sociale e trasparenza.
La cultura dell'accountability come sappiamo è molto presente nei paesi anglosassoni, e non possono non farci i conti anche le Associazioni religiose. Il sito che ti segnalo qui sotto, riporta decine e decine di associazioni americane, anche religiose, anzi il link che ti posto più sotto è proprio già col filtro impostato sulle associazioni religiose e le loro attività, censite e radiografate attraverso indicatori interessanti:
- quanto raccoglie la charity
- come sono ripartite le spese (expenses breakdown)
- quanto percepisce il Direttore Generale
- in quale percentuale incide lo stipendio del DG sul totale dell'income raccolto
E' un approccio per lo più quantitativo, ma molto interessante comunque per fornire una prima lettura e interpretazione dell'efficienza di una associazione.
Fornisce benchmarking e tutta una serie di considerazioni a matrice che non si potrebbero fare senza una sistematizzazione aggiornata delle schede relative alle Associazioni.
>
> Ecco il link:
> http://www.charitynavigator.org/index.cfm?Submit2=GO&bay=search.results&cgid=9
L'obiettivo primario dell'iniziativa è quello di fornire a chi poi volesse donare i propri soldi a un'associazione, alcune informazioni essenzialisulle stesse e, secondariamente, pressare chi ha in mano la governance associativa a un comportamento virtuoso e trasparente.
Forse lo conosci già, ma nel dubbio te lo segnalo.
Tornando in Italia, se pensiamo all'8 per mille che raccoglie la CEI, per esempio, il bilancio sociale di come viene spesa l'ingente somma raccolta ogni anno, reca dati non precisi ma solo indicativi. Sappiamo che il 20% del raccolto va alle missioni, in Italia e all'estero, ma come vengono realmente spesi i soldi nessuno lo sa, non certo dal punto di vista di un
bilancio chiaro e leggibile).
D'altronde, se togliamo in Italia la Chiesa Valdese, che ha fatto della trasparenza il proprio segno di distinzione (vedi la rendicontazione per l'8 per mille, alla cui ripartizione partecipano per altro solo dal '93), le Chiese in genere, come sottolinei tu, chiedono/pretendono fede, e nonfiducia.
Un progetto simile a questo americano, potrebbe essere pensato per l'Italia,grazie soprattutto allo strumento web, che aiuterebbe a rendere chiare e fruibili le informazioni e il loro continuo aggiornamento. Ma l'accountability, non solo quella della Chiesa, forse non abita
qui.Però ci continuo a pensare.
Un abbraccio,
Raffaele
Web Marketing per il non profit di Raffaele Coruzzi
www.coruzzi.net
Web Marketing, Non-Profit Fund Raising, Ad, tendenze, Motori di ricerca,
blog, Mobile, Internet (più) sicuro, opensource, Creative Commons
Ti scrivo perché mi ero imbattuto nel tuo intervento<http://rendiamociconto.blog.rassegna.it/2010/04/15/424-l'impossibile accountability-della-chiesa/>che traeva spunto dalle critiche di Kung alla Chiesa Cattolica, e mi ero appuntato di segnalarti un sito web che magari conosci già, conoscendo il tuo interesse professionale su accountability, bilancio sociale e trasparenza.
La cultura dell'accountability come sappiamo è molto presente nei paesi anglosassoni, e non possono non farci i conti anche le Associazioni religiose. Il sito che ti segnalo qui sotto, riporta decine e decine di associazioni americane, anche religiose, anzi il link che ti posto più sotto è proprio già col filtro impostato sulle associazioni religiose e le loro attività, censite e radiografate attraverso indicatori interessanti:
- quanto raccoglie la charity
- come sono ripartite le spese (expenses breakdown)
- quanto percepisce il Direttore Generale
- in quale percentuale incide lo stipendio del DG sul totale dell'income raccolto
E' un approccio per lo più quantitativo, ma molto interessante comunque per fornire una prima lettura e interpretazione dell'efficienza di una associazione.
Fornisce benchmarking e tutta una serie di considerazioni a matrice che non si potrebbero fare senza una sistematizzazione aggiornata delle schede relative alle Associazioni.
>
> Ecco il link:
> http://www.charitynavigator.org/index.cfm?Submit2=GO&bay=search.results&cgid=9
L'obiettivo primario dell'iniziativa è quello di fornire a chi poi volesse donare i propri soldi a un'associazione, alcune informazioni essenzialisulle stesse e, secondariamente, pressare chi ha in mano la governance associativa a un comportamento virtuoso e trasparente.
Forse lo conosci già, ma nel dubbio te lo segnalo.
Tornando in Italia, se pensiamo all'8 per mille che raccoglie la CEI, per esempio, il bilancio sociale di come viene spesa l'ingente somma raccolta ogni anno, reca dati non precisi ma solo indicativi. Sappiamo che il 20% del raccolto va alle missioni, in Italia e all'estero, ma come vengono realmente spesi i soldi nessuno lo sa, non certo dal punto di vista di un
bilancio chiaro e leggibile).
D'altronde, se togliamo in Italia la Chiesa Valdese, che ha fatto della trasparenza il proprio segno di distinzione (vedi la rendicontazione per l'8 per mille, alla cui ripartizione partecipano per altro solo dal '93), le Chiese in genere, come sottolinei tu, chiedono/pretendono fede, e nonfiducia.
Un progetto simile a questo americano, potrebbe essere pensato per l'Italia,grazie soprattutto allo strumento web, che aiuterebbe a rendere chiare e fruibili le informazioni e il loro continuo aggiornamento. Ma l'accountability, non solo quella della Chiesa, forse non abita
qui.Però ci continuo a pensare.
Un abbraccio,
Raffaele
Web Marketing per il non profit di Raffaele Coruzzi
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Di Tarcisio Tarquini il 03/06/2010 alle 09:54 | Non ci sono commenti
15/04/2010
L'impossibile accountability della Chiesa
[continua]
Di Tarcisio Tarquini il 15/04/2010 alle 22:12 | Non ci sono commenti
29/01/2010
La questione della democrazia, in un articolo di Alessandro Coppola
Invio un frettoloso e quasi notturno post ad Alessandro Coppola che ha scritto per Rassegna.it un articolo molto bello, un contributo serio al rinnovamento del discorso pubblico del nostro paese (www.rassegna.it/articoli/2010/01/29/57661/come-impedire-unaltra-favara).
[continua]
[continua]
Di Tarcisio Tarquini il 29/01/2010 alle 23:43 | Non ci sono commenti
28/07/2009
Nord e Sud, da unire nell'accountability
Ogni volta che si parla o scrive (e in questi giorni lo si fa in abbondanza) del rapporto sud-nord, per dire che il sud spreca e il nord produce, mi torna alla mente il piccolo scoop che feci qualche anno fa, per Rassegna Sindacale, dimostrando, dati alla mano, che i risparmi delle regioni meridionali finivano a finanziare le opere pubbliche delle regioni settentrionali.
[continua]
[continua]
Di Tarcisio Tarquini il 28/07/2009 alle 15:57 | Non ci sono commenti
20/07/2009
Incerti della rendicontazione in Conservatorio
Ha suscitato un po’ di malumore, nel Conservatorio di Frosinone di cui sono presidente, la mia decisione di pubblicare sul sito dell’Istituzione la relazione del Nucleo di valutazione per l’anno 2008; soprattutto perché il testo è stato ripreso e sintetizzato, con troppo frettolosa parzialità, dalla cronaca locale di un quotidiano che ha voluto sottolineare oltre misura alcuni rilievi sulla insufficienza delle dotazioni informatiche.
[continua]
[continua]
Di Tarcisio Tarquini il 20/07/2009 alle 17:37 | Non ci sono commenti
27/06/2009
Tra parole e fatti, con appendice su Livio Berruti
Accountability e rendiconto: Giuseppe D’Avanzo su Repubblica del 26 giugno ricorda il significato di questi termini e la loro centralità tra i doveri di un uomo che ricopre incarichi pubblici. Parla del premier e del suo rifiutarsi alle domande sui casi che l’impigliano, ma il ragionamento riguarda tutti; tutti senza eccezione, appunto.
In genere, questi termini, però, si utilizzano per rappresentare il rapporto che c’è tra un’organizzazione e i suoi stakeholder, tra l’istituzione e i cittadini. Sembrerebbe a taluni, e non si capisce perché, non debba comprendere anche il rapporto tra un cittadino investito di una responsabilità pubblica e gli altri cittadini che direttamente o indirettamente tale responsabilità gli hanno affidato. [continua]
In genere, questi termini, però, si utilizzano per rappresentare il rapporto che c’è tra un’organizzazione e i suoi stakeholder, tra l’istituzione e i cittadini. Sembrerebbe a taluni, e non si capisce perché, non debba comprendere anche il rapporto tra un cittadino investito di una responsabilità pubblica e gli altri cittadini che direttamente o indirettamente tale responsabilità gli hanno affidato. [continua]
Di Tarcisio Tarquini il 27/06/2009 alle 01:06 | Non ci sono commenti
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