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14/10/2011

Ferrovie a fondo perduto

Qualche giorno fa i pendolari di Zagarolo, stazione della linea ferroviaria Roma-Napoli, via Cassino, hanno bloccato i treni dopo che, ancora quel giorno come nei giorni precedenti, non erano riusciti a salirvi sopra per il disumano affollamento delle carrozze. [continua]

TAG pendolari zaarolo linea roma napoli via cassino stazione termini

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Di Tarcisio Tarquini il 14/10/2011 alle 14:37 | Non ci sono commenti

20/09/2011

Pasti comuni

Merita un commento la notizia, data da Rassegna.it e rilanciata da Radioarticolo1 nelle sue trasmissioni mattutine, della decisione del comune di Foligno di ridurre di una portata il pasto servito dalle mense comunali a docenti e bidelli impegnati nel servizio nelle scuole a tempo prolungato a causa dell'insufficienza della somma erogata per lo scopo dallo stato. [continua]

TAG docenti mensa foligno

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Di Tarcisio Tarquini il 20/09/2011 alle 14:01 | Non ci sono commenti

09/09/2011

Il catenaccio

Guardateli i giornali di questi giorni. Sulle prime pagine ci sono titoli (più o meno vistosi) sulle disavventure giudiziarie del premier, sulle sempre più evidenti e provate accuse di azioni corruttive per acquistare il silenzio di questo o quello. [continua]

TAG corruzione premier titolo catenaccio sinistra

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Di Tarcisio Tarquini il 09/09/2011 alle 16:01 | Non ci sono commenti

06/09/2011

Amo'

“ Amo' ", quando questo pomeriggio la barista si è rivolta all'uomo che stava alla cassa per chiedergli se si poteva preparare la macedonia che mio figlio aveva ordinato, non ho provato quel fastidio che di solito sento quando ascolto questo appellativo, che riduce a motteggio sillabico una tenerezza, una dichiarazione di affetto. [continua]

TAG amo' televisione d'accatto spot

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Di Tarcisio Tarquini il 06/09/2011 alle 22:54 | C'e' un commento

27/07/2011

Socialista

In un’intervista, a severo commento della richiesta di arresto del parlamentare del Pd Alberto Tedesco negata dal Senato, la presidente del Partito del senatore inquisito, Rosy Bindi, ha più o meno affermato che non permetterà che il nuovo partito sia messo alla berlina e portato alla rovina a causa di un “socialista”. Evidente l’intenzione denigratoria che Rosy Bindi (un tempo esponente di rilievo della tramontante Dc) riversa su Tedesco, enfatizzata con il ricorso a un procedimento retorico che potremmo assomigliare a una specie di antonomasia invertita e coperta: si ricorre a un epiteto per contrassegnare (negativamente, in questo caso) una persona ma dopo aver attribuito alla categoria o al gruppo assunti a epiteto le caratteristiche (negative) riscontrate nella persona medesima individuata quale oggetto del proprio disprezzo.

A pensarci meglio, la Bindi esplicita una tautologia,
conferma con il predicato quanto ha già detto del soggetto e perciò rende infalsificabile il suo enunciato. Mi rendo conto che la sto complicando un po’ troppo, per quella che magari voleva essere solo una battuta ammiccante alla scontata, e ormai un po’ vetusta (visto ciò che succede oggi), vulgata dei socialisti ladri; ma credo anche che qualche interrogativo l’affermazione di Rosy Bindi lo susciti. Per esempio, quando dice “socialista” di Tedesco si riferisce a oggi o a ieri? Pensa ai socialisti europei del cui gruppo il Pd è attualmente partner, o ai socialisti di qualche decennio fa? Ce l’ha con D’Alema (ma forse anche Bersani) o con Craxi?

Si è capito che, da socialista (di qualche decennio fa ma anche di oggi), me la sono presa un po’. E da questo blog, che vede tra i suoi post più cercati i due dedicati al quarto stato e al “suicidio” del socialismo (che parte dal bel libro di Massimo Onofri), intendo manifestare la mia riprovazione. Perché nemmeno Rosy Bindi può prendersi certe libertà. A rafforzamento del mio sdegno, potrei ricorrere anch’io a un po’ di retorica sul socialismo e i socialisti, ricordando le cristalline figure di un secolo e più di storia. Ma dovrei fare la lezione a tanti altri, prima di Rosy Bindi. Perché c’è chi la definizione di socialista (usata in alternativa al più attenuato “riformista”) la usa come scudo, a copertura delle proprie avventurose traiettorie politiche. Il catalogo è lungo e noto; perciò, basta così.
 

TAG quarto stato rosy bindi suicidio del socialismo socialisti europei massimo onofri

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Di Tarcisio Tarquini il 27/07/2011 alle 20:04 | Non ci sono commenti

10/04/2011

Videocon, la verità nascosta

Sul Sole 24 Ore di questa mattina, si annuncia che la Compagnia di San Paolo “dice sì all’aumento di capitale deliberato da Intesa San Paolo”. Un impegno pari a 500 milioni di euro sui totali cinque miliardi previsti per la ricapitalizzazione, motivata da Corrado Passera, amministratore delegato della Banca di cui la Fondazione è primo azionista, con la necessità di acquisire risorse per finanziare il piano industriale del gruppo “che prevede fra l’altro – spiega il quotidiano – l’erogazione di cedole agli azionisti per 13.5 miliardi entro la fine del 2015”.

Annoto la notizia e le cifre, qualche minuto dopo aver chiesto informazioni al mio amico Silvio Campoli, segretario della Filctem Cgil di Frosinone, sull’evolversi della vicenda della Videocon, l’azienda di Anagni (di cui in questo blog – e non solo - mi sono occupato più volte) che qualche giorno fa era sembrata sul punto di risolvere finalmente l’ormai lunga disputa sulla ristrutturazione del suo debito con Banca Intesa San Paolo, premessa per l’arrivo di un nuovo gruppo (con core business incentrato sulle energie rinnovabili) disposto a subentrare al vecchio padrone indiano e riprendere le attività assorbendo pressoché tutti gli operai, da mesi in cassa integrazione. Apprendo da Silvio che, dopo quella che era sembrata una svolta positiva, si è invece ancora al punto di partenza, perché la banca non avrebbe consentito (nonostante assicurazioni e impegni autorevoli) a rateizzare il debito della multinazionale, complicando la prospettiva di una soluzione positiva.

C’è qualcosa (o più di qualcosa) che non torna in questa storia. Stiamo parlando, infatti, di una cifra oggetto di trattativa di 35-40 milioni di euro (garantita da fideiussioni) che non dovrebbe costituire problema né per la banca, né per l’azienda che con le sue imprese sparse per il mondo ha un consolidato stratosferico.
Per ottenere dall’Istituto di credito – il medesimo che sta alla vigilia di una tanto onerosa ricapitalizzazione - condizioni di restituzione che il gruppo indiano considera accettabili (si è parlato di un milione di euro mensili per circa tre anni) hanno proposto i loro buoni uffici le autorità locali e il ministro dello sviluppo economico, quindi il governo, ricevendo da Passera in persona l’auspicato via libera (reso pubblico dagli autorevoli mediatori).

Al momento della trattativa, però, questo non è stato più vero. La Banca è tornata alla rigidità iniziale, l’azienda all’indisponibilità, il governo italiano (e soprattutto gli operai - sempre più sconcertati) a registrare un nuovo intoppo,
senza che nessuno sappia bene se e quando potrà essere rimosso. Sembra quasi che nel passaggio dal vertice agli apparati che devono attuarne le decisioni ci sia una zona grigia in cui il si diventa ma e il certo si trasforma in forse. C’è una verità nascosta, che non riusciamo a vedere. Prima ci riusciamo e prima capiremo.

TAG il sole 24 ore videocon banca intesa san paolo compagnia san paolo

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Di Tarcisio Tarquini il 10/04/2011 alle 20:49 | Non ci sono commenti

31/03/2011

Commenti sulla corriera della Videocon

Mi accorgo dei molti commenti sulla pagina di facebook aperta dagli amici della Videocon al mio post sulla corriera vuota che fa le sue fermate, oggi senza viaggiatori, davanti ad alcune delle più grandi e gloriose fabbriche della Ciociaria del nord sprofondate in crisi che si temono senza ritorno. [continua]

TAG facebook amici della videocon videocon jeremy rifkin

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Di Tarcisio Tarquini il 31/03/2011 alle 12:47 | Non ci sono commenti

26/03/2011

La corriera della Videocon

L’altra sera, dopo anni, ho preso un autobus per rientrare nel mio paese, Alatri, dalla stazione ferroviaria di Frosinone, meta di partenza e d’arrivo del mio quasi quotidiano viaggio in treno per Roma, la città nella quale lavoro. [continua]

TAG ciociaria e deindustrializzazione videocon anagni ciociaria autobus stazione di frosinone

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Di Tarcisio Tarquini il 26/03/2011 alle 22:08 | Non ci sono commenti

19/03/2011

Se il precariato è lascivo. A teatro Assunta Buonavolontà

Non avevo mai fatto caso all’ambiguità lasciva che nascondono le definizioni dei nuovi contratti, quelli nati nell’ultimo decennio dalla fantasia fantasmagorica  dei giuslavoristi e dal cinismo delle imprese, quando sotto ci nascondono un puro e semplice aggiramento delle regole. [continua]

TAG flessibilità teatro studio uno di roma antonia fama precariato radiarticolo1

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Di Tarcisio Tarquini il 19/03/2011 alle 14:22 | Non ci sono commenti

07/02/2011

La riforma del welfare in famiglia

Su Repubblica di questa mattina, commentata dalla sociologa Chiara Saraceno, si può leggere un'inchiesta che rivela come, negli ultimi tempi, il mestiere di badante, prima appannaggio quasi esclusivo di donne immigrate provenienti prevalentemente dall'est, venga ora coperto sempre più frequentemente da donne italiane. [continua]

TAG riforma del welfare chiara saraceno caritas di abruzzo e molise don alberto conti

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Di Tarcisio Tarquini il 07/02/2011 alle 15:38 | Non ci sono commenti

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