18/09/2012
Lettera su pubblico e privato nella formazione musicale
In seguito a scambi di idee con diversi colleghi, a chiarimento di quanto riportato sul blog “Rendiamoci conto”, vorrei fare la seguente precisazione.
Le mie domande sono: è giusto e se sì, fino a che punto è giusto, che due tipologie di istituzioni completamente diverse nella loro gestione, l'una legata dai mille lacci e lacciuoli del sistema pubblico e l'altra, privata, retta da una filosofia imprenditoriale - e dunque rispondente prevalentemente alle richieste del mercato - possano, nella considerazione dello Stato, rilasciare lo stesso tipo di titolo, avente medesimo valore? E' possibile – ed è giusto? - pensare un sistema che da un lato renda più snelle le procedure pubbliche e dall'altro garantisca all'utenza che il privato sia integrato pienamente, nella parificazione con il pubblico, cioè in tutte le fasi della sua gestione? Poichè la Legge 508 di Riforma dei Conservatori, dopo 13 anni di vigenza, non ha ancora avuto piena attuazione, dal momento che il sistema musicale che prevedeva l'istituzione dei Licei Musicali ancora stenta a decollare, forse per problemi di bilancio dello Stato, la risposta di chi ci governa, rispetto al vuoto che ci si presenta, quale è? Il sistema dell'istruzione pubblica musicale è in uno stato di crisi preoccupante. Lo Stato come replica: solo con le parificazioni del privato?
Spero sia lecito, in una democrazia, porre domande come queste, di tipo giuridico e normativo, e che il senso di esse sia chiaro e fuori da ogni fraintendimento, essendo questioni proposte peraltro a titolo assolutamente personale. Resta ferma la mia stima per istituzioni che si distinguono per il loro valore artistico e per la qualificata capacità di produzione, come ho specificato nel mio intervento, occorso in una discussione tra colleghi, sul più generale tema del futuro dell'istruzione musicale italiana.
Ringrazio Tarcisio Tarquini, Presidente del Conservatorio di Frosinone, per aver presentato il mio intervento nella corretta cornice, sottolineando nel suo scritto preoccupazioni analoghe alle mie, in tema di normative vecchie e nuove e sulle prospettive dei nostri istituti.
Alberto Giraldi
Di Tarcisio Tarquini il 18/09/2012 alle 00:15
