04/09/2012

Conservatori: un bene pubblico da tutelare

Questa mattina ne sentivo parlare in Conservatorio, questa sera mi è stata inoltrata una lettera aperta di un docente che riprendeva l'argomento e auspicava una riflessione, ma anche una presa di posizione. 
 

Il tema è quello dei Conservatori pubblici e delle autorizzazioni-parificazioni che si stanno rilasciando a scuole private di musica, in aperta concorrenza con i Conservatori stessi. 
Pubblico la lettera e, su richiesta dell'autore che l'ha indirizzata al Consiglio Accademico del proprio Conservatorio, ometto il suo e i nomi delle personalità citate, senza che questo indebolisca una denuncia che è assai seria e condivido in pieno.

Ho scritto e pubblicato un libro (anche) per difendere storia, presente e futuro dei Conservatori e della presenza pubblica nell'istruzione musicale. E ritengo che sia una battaglia giusta; lascia interdetti che anche in questo caso si evidenzino disinteresse, o forse, e peggio ancora, complicità da parte di chi, se non altro per il ruolo ricoperto, dovrebbe salvaguardare questo tanto bistrattato bene pubblico.
Le scuole private di musica, ovviamente, hanno tutto il diritto (come tutte le altre scuole private) di esistere e svolgere la loro funzione all'interno di un sistema regolato dalle leggi dello Stato, ma questo deve avvenire senza oneri per la collettività e senza che, nemmeno per un momento, possa apparire che lo Stato (i suoi dipendenti, i suoi rappresentanti) faccia il tifo per loro.
Ecco ampi stralci della lettera; il Cnam citato più volte è il Consiglio Nazionale per l'alta formazione musicale, organo del Miur (ministero dell'istruzione, università e ricerca). 


Ieri sera, invitato da alcuni miei allievi che suonano in quella orchestra, mi reco al Parco della Musica per assistere al concerto di presentazione della Scuola del Saint Louis. Teatro Studio pieno, molti musicisti in sala, in prima fila vedo .... (...). La presenza annunciata della cantante (...) mi fa subito capire quale potrebbe essere il vero significato della serata. Infatti, dopo una breve ma efficace presentazione dell’attività della scuola: vengono proiettati su schermo diversi video clip sulle iniziative artistiche, promozione e produzione musicale di livello professionale, l’apertura dei corsi di Composizione e Musica da film, i corsi di Musica Elettronica, la struttura, o meglio le strutture (a Roma ci sono altre due sedi ed una a Brindisi), grafici che indicano che dal 1998 ad oggi si è passati da 108 a 1470 studenti e ad oltre 100 insegnanti. Il direttore della scuola, ci tiene subito a sottolineare che dal primo agosto 2012, la scuola del S. Louis rilascia titoli accademici di primo e secondo livello riconosciuti dal MIUR. A questo punto invita sul palco il collega (...). Dopo una premessa di carattere elogiativo nei riguardi della S.Louis, in cui si prodiga con apprezzamenti di stima e di ammirazione per l’eccellente lavoro svolto in questi 15 anni,(...) dichiara che lui, in qualità di membro del CNAM, non ha avuto nessuna difficoltà a caldeggiare la richiesta per il riconoscimento ministeriale dei corsi Accademici e Preaccademici. Aggiunge inoltre, che trattandosi di centri di eccellenza, non a tutti è possibile accordare questa eccellenza, e ancora, superandosi: PREMETTO CHE IO SONO PER LA SCUOLA PUBBLICA, MA IN ITALIA FORSE CI SONO MOLTI CONSERVATORI, TROPPI, IN CUI E’ DIFFICILE TROVARE PROPRIO QUESTA ECCELLENZA, D'ALTRONDE, LO SAPPIAMO BENE, TUTTI QUESTI CONSERVATORI SONO STATI APERTI RISPONDENDO A LOGICHE CLIENTELARI. (...). A questo punto, mia moglie che era al mio fianco mi dice: ma chi è questa persona (...) che denigra in questo modo la scuola pubblica? Le spiego che si tratta di un collega di S. Cecilia che ha studiato al Conservatorio di Frosinone (...) e che si trova al CNAM (...).
Mi scuso con voi per questo mio sfogo, ma non riesco ad assistere in silenzio, da una parte all’apertura di una Istituzione musicale nella Capitale che da oggi sarà nostra diretta e agguerrita concorrente, e dall’altra, vedere un collega che si fa portavoce di un pericoloso ed ignobile disegno di denigrazione per lo smantellamento dei Conservatori in Italia a favore delle scuole private.
Ho ritenuto importante parlarvi di questo avvenimento, perché è da molto tempo che osservo con attenzione e preoccupazione lo scenario che si va delineando riguardo alle scuole di musica in Italia e a Roma in particolare. Da anni ripeto che una scuola come il S. Louis prima o poi avrebbe ricevuto l’imprimatur da MIUR per il riconoscimento dei titoli equiparati ai conservatori. La mia preoccupazione, interpretata da qualcuno come eccessiva e priva di fondamento, nasce dall’analisi e dall’osservazione delle trasformazioni che va subendo da qualche anno la realtà dei conservatori. E’ proprio da questa osservazione e da questa analisi che si possono facilmente individuare i punti di forza e quelli di debolezza dei conservatori italiani. Ritengo che sarebbe molto opportuno in questa fase, dedicare una prossima seduta del Consiglio Accademico a questa delicata questione, con una riflessione e una discussione su questo tema di vitale importanza per il nostro futuro.
(...)


Io spero che tanti Conservatori, tanti Consigli Accademici e d'amministrazione, tanti presidenti e direttori di Conservatorio sollecitino questa discussione pubblica. In Parlamento si sta, infatti dibattendo, più o meno in clandestinità, un progetto che rimette mano alla riforma del 1999; un dibattito in cui sembra che l'unica preoccupazione sia quella di declassare i Conservatori italiani, collocandoli in una zona grigia (nè accademica, nè altro), e che si presenta infarcito di insopportabili banalità e cialtroneschi luoghi comuni sul numero eccessivo di Conservatori (ma il numero non conta quando si parificano gli istituti privati). 




 

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conservatorio cnam scuola saint louis

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Di Tarcisio Tarquini il 04/09/2012 alle 22:56



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Il tema merita nuovi interventi, anche perché mi pare si stia andando sul dettaglio invece che sulla sostanza. Intanto come autore del blog dico che i puntini sospensivi sono miei, per mio scrupolo e soprattutto perché l’identità delle persone conta davvero poco rispetto alla questione sollevata, e cioè quale debba essere un rapporto competitivo ma leale tra pubblico e privato nella formazione musicale. Io sono presidente di un Conservatorio e so quale è il posto in cui debbo stare; lo sanno i dipendenti di Conservatorio che sparlano dei Conservatori e spergiurano che il privato è meglio? Non è qui la contraddizione? Non è qui la slealtà (come è stato già scritto)?
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Mi viene da dire che quando si scrivono cose del genere si deve avere anche il coraggio di fare i nomi invece di mettere i puntini di sospensione............oltretutto perfettamente inutili perchè si sa perfettamente di chi stai parlando....

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