04/05/2012
Hugo Pratt e il centenario mancato del PSI
Le due tavole che vedete in questo post sono state disegnate da Hugo Pratt.

Questa "graphic nouvel" occupa la seconda parte di un volume intitolato Un cuore garibaldino, che per la prima metà contiene una serie di flash storici di Arrigo Petacco, che vanno dal messaggio di Giuseppe Garibaldi agli italiani in cui il condottiero proclamava “il socialismo è il sole dell’avvenire” alla caduta del Muro di Berlino, aperto dal titolo “un pianeta da rifare”. È un secolo e più di storia italiana che scorre in questa pubblicazione, realizzata, nel 1992, per il centenario del Partito Socialista Italiano per conto del Comitato che ne avrebbe dovuto curare le celebrazioni: un centenario che non venne mai festeggiato, perché pochi mesi prima della ricorrenza della data di fondazione del partito (ferragosto del 1892), iniziò, con l’arresto di Mario Chiesa, la stagione di tangentopoli che avrebbe distolto – per dirla con un eufemismo – dall’evento.
In realtà, un’iniziativa si tenne e proprio a Genova: un’assemblea convocata da Claudio Martelli che, nell’occasione, prese su di sé l’impegno di “restituire l’onore ai socialisti”; alcuni mesi dopo si dimise, a seguito di avviso di garanzia, dall’incarico governativo e dal partito (la cosa suscitò sconcerto, vista la solenne promessa) firmando l’ultimo, o penultimo, atto di una grande storia conclusa male, per tante ragioni e non solo per colpa dei socialisti.
Nella prefazione di “Un cuore garibaldino”, Bettino Craxi spiega il titolo del volume (“chi potrebbe negare che un cuore garibaldino non abbia albergato nel petto di moltissimi eroi socialisti, da Matteotti a Pertini, da Rosselli a Buozzi, a Salvatore Carnevale ucciso dalla mafia…?”) e sui disegni di Pratt commenta: “Hugo Pratt ha elettrizzato memoria e fantasia per costruire una storia, una storia d’amore e di guerra ma soprattutto una storia socialista, una storia che è capace di distinguere e descrivere l’individuo socialista meglio di un intero volume di analisi sociologiche e politiche”.

“Un cuore garibaldino” è rimasto nei magazzini della tipografia che l’ha stampato; io ne ho ricevuto una copia, in regalo, da un amico che aveva avuto parte nella redazione editoriale. Oggi si può acquistare, forse, su internet. Ho appreso nei giorni scorsi dell’esistenza di un comitato che si propone di celebrare i cento venti anni del Partito Socialista; magari è l’occasione di riproporre questa bella pubblicazione.
Sono un bozzetto preparatorio e le scene conclusive di un fumetto che racconta la storia di due combattenti della resistenza italiana, un militare inglese e un giovane partigiano del delta del Po, il primo socialista il secondo comunista, che restano vittime di uno scontro a fuoco con una pattuglia di “turcomanni” e cioè, spiega il testo, “ex soldati russi, anzi sovietici di origine ghirghisa tartara, arruolatisi con i tedeschi”. Il campo di battaglia è un’isoletta della Laguna di Comacchio, dove quasi un secolo prima della storia narrata dai disegni, è morta Anita Garibaldi, tra le braccia del suo eroe che, nella piccola stanza dell’abitazione in cui la coppia aveva trovato rifugio, ha lasciato degli oggetti testimoni della sua presenza, alcuni dei quali - si racconta sempre nel fumetto - vilipesi o distrutti dagli occupanti nazisti.
Questa "graphic nouvel" occupa la seconda parte di un volume intitolato Un cuore garibaldino, che per la prima metà contiene una serie di flash storici di Arrigo Petacco, che vanno dal messaggio di Giuseppe Garibaldi agli italiani in cui il condottiero proclamava “il socialismo è il sole dell’avvenire” alla caduta del Muro di Berlino, aperto dal titolo “un pianeta da rifare”. È un secolo e più di storia italiana che scorre in questa pubblicazione, realizzata, nel 1992, per il centenario del Partito Socialista Italiano per conto del Comitato che ne avrebbe dovuto curare le celebrazioni: un centenario che non venne mai festeggiato, perché pochi mesi prima della ricorrenza della data di fondazione del partito (ferragosto del 1892), iniziò, con l’arresto di Mario Chiesa, la stagione di tangentopoli che avrebbe distolto – per dirla con un eufemismo – dall’evento.
In realtà, un’iniziativa si tenne e proprio a Genova: un’assemblea convocata da Claudio Martelli che, nell’occasione, prese su di sé l’impegno di “restituire l’onore ai socialisti”; alcuni mesi dopo si dimise, a seguito di avviso di garanzia, dall’incarico governativo e dal partito (la cosa suscitò sconcerto, vista la solenne promessa) firmando l’ultimo, o penultimo, atto di una grande storia conclusa male, per tante ragioni e non solo per colpa dei socialisti.
Nella prefazione di “Un cuore garibaldino”, Bettino Craxi spiega il titolo del volume (“chi potrebbe negare che un cuore garibaldino non abbia albergato nel petto di moltissimi eroi socialisti, da Matteotti a Pertini, da Rosselli a Buozzi, a Salvatore Carnevale ucciso dalla mafia…?”) e sui disegni di Pratt commenta: “Hugo Pratt ha elettrizzato memoria e fantasia per costruire una storia, una storia d’amore e di guerra ma soprattutto una storia socialista, una storia che è capace di distinguere e descrivere l’individuo socialista meglio di un intero volume di analisi sociologiche e politiche”.
“Un cuore garibaldino” è rimasto nei magazzini della tipografia che l’ha stampato; io ne ho ricevuto una copia, in regalo, da un amico che aveva avuto parte nella redazione editoriale. Oggi si può acquistare, forse, su internet. Ho appreso nei giorni scorsi dell’esistenza di un comitato che si propone di celebrare i cento venti anni del Partito Socialista; magari è l’occasione di riproporre questa bella pubblicazione.
Di Tarcisio Tarquini il 04/05/2012 alle 14:54
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Hugo, ci manca tantissimola tua sintesi do grande caratura. Storia, etnie, rari abbinamenti coll'incontro tra popoli non così lontani. Sei stato molto prezioso alle mie infinite peregrinazioni, tra i continenti e la voglia di fermarmi qui. Buon viaggio.
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