09/03/2011

Il Bilancio sociale dell'Università di Cassino

Ieri sono stato presente (invitato in quanto presidente del Conservatorio di Frosinone) all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Cassino.
 
Con pacatezza ma anche con grande nettezza il Rettore, Ciro Attaianese, ha difeso il ruolo dei piccoli Atenei e del suo, dimostrando quanto essi siano importanti per il territorio in cui vivono e operano e quanto la loro attività segni positivamente il sistema dell’università e della ricerca del nostro paese. È stata una relazione per me molto istruttiva, perché - in un periodo di sbrigative semplificazioni che portano a guardare queste piccole realtà di studio solo come un costo da comprimere senza andare tanto per il sottile – mi pare che rinunciare allo slogan propagandistico, ragionare sulle cifre dal punto di vista del loro impatto sociale, aiuti ad affrontare con onestà il problema – e sia anzi il solo modo onesto di affrontarlo.

Attaianese ha ricordato i numeri complessivi: di essi voglio ricordarne uno solo che svela il trucco del tremontismo imperante (l’unica ideologia che unifica, per ragioni le più varie, l’azione del governo e dei ministeri, a cominciare da quello dell’Istruzione). Il sistema universitario italiano pesa per poco meno di 4 miliardi sul bilancio dello stato (7 miliardi se non si mette nel calcolo il ritorno fiscale), rappresenta lo 0.25% del Pil, è responsabile dello 0.21 del deficit pubblico, assorbe lo 0.77% delle spese correnti. Questo significa – ha chiarito il Rettore – che se anche “chiudessimo tutti gli atenei, licenziando tutto il relativo personale, il deficit pubblico del nostro stato passerebbe nell’immediato da 1843 a 1839 miliardi”. Un taglio certamente, ma il vero taglio la cui entità nessuno può calcolare nell’immediato ci sarebbe a danno del capitale umano del nostro paese, quando dovrebbe già preoccupare la diminuzione dei diplomati che scelgono di iscriversi ai corsi universitari (passaggio che pure assicura ancora un esito lavorativo più soddisfacente e sicuro).

Il Rettore, per raccontare meglio la sua università, ha presentato il bilancio sociale di Ateneo; un progetto, ha spiegato, che “nasce dall’esigenza di rendicontare in maniera chiara e trasparente l’azione dell’Università di Cassino, esplicitando l’impatto economico-sociale generato sul territorio e valorizzandone, allo stesso tempo, il capitale intellettuale, umano, strumentale, relazionale”.
Il documento illustra la mission, che viene individuata nell’intreccio tra “l’attività didattica e di ricerca e la crescita socio-culturale e lo sviluppo del territorio”; e si divide poi in tre grandi aree di rendicontazione: il capitale intellettuale, i processi di performance, l’impatto sul territorio.

Molti gli indicatori utilizzati. Vanno da quelli che descrivono il personale dipendente (uomini, donne, età media, attività svolte e ruoli ricoperti, sempre nell’ottica di genere), al capitale strutturale (per esempio, brevetti nazionali e internazionali, dotazioni di biblioteca, fibra ottica), al capitale relazionale (anche qui, per dare un’idea: contratti e convenzioni, citazioni sulla stampa locale e nazionale, accordi internazionali). Per le performance, si danno dati e informazioni più ampie sul numero degli studenti, gli insegnamenti attivati, i crediti offerti, le ore di insegnamento erogate (50 mila le ore frontali di docenza) mentre per la ricerca si rendiconta la partecipazione ai bandi.

Un altro capitolo del bilancio sociale riguarda il “trasferimento della conoscenza sul territorio”, sotto questo titolo troviamo informazioni sul valore dei progetti presentati, sui bandi ai quali si è partecipato e sui finanziamenti acquisiti per questa via, oppure sull’entità e le caratteristiche del Fondo previsto nel bilancio dell’Ateneo per la ricerca scientifica, o, ancora, sul valore dei progetti di riqualificazione dei laboratori. L’ultimo capitolo è rivolto allo stakeholder comunità cassinate e cerca di pesare l’impatto dell’Università sul suo territorio, con numeri che riguardano, non so, il fatturato del mercato della ristorazione e dei bar, o quello delle residenze (è il più ricco, supera 1 milione 800 mila euro), o quello ancora delle librerie e dei prodotti informatici.

La rendicontazione racconta bene come vive una città di provincia (una città e una provincia difficili, che sembra comincino a essere inquinate dalla camorra) grazie al suo  Ateneo (è ormai al trentaduesimo anno di vita), e spiega anche - con tutta l’esemplarità di un microcosmo che riflette dimensioni più ampie - cosa è oggi l’università italiana. E perché, prima di tagliare, si abbia il dovere (la serietà) di capire meglio; e, per dirla con formulario accademico mai tanto appropriato al nostro caso e all’atteggiamento dei nostri governanti (per contrasto, ahimé) “sine ira et studio”.

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Di Tarcisio Tarquini il 09/03/2011 alle 17:57



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Roberto Marchetti E' nato il primo social network degli STUDENTI dell'università di Cassino, dove è possibile creare e gestire in piena eutonomia il proprio profilo e chattare con i propri amici (dal 30/09) condividere file, musica e video. riservato a tutti gli studenti dell'università di cassino!! univcassino univcassino.com il primo social netwok per tutti gli studenti dell'università di cassino

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