27/07/2011

Socialista

In un’intervista, a severo commento della richiesta di arresto del parlamentare del Pd Alberto Tedesco negata dal Senato, la presidente del Partito del senatore inquisito, Rosy Bindi, ha più o meno affermato che non permetterà che il nuovo partito sia messo alla berlina e portato alla rovina a causa di un “socialista”. Evidente l’intenzione denigratoria che Rosy Bindi (un tempo esponente di rilievo della tramontante Dc) riversa su Tedesco, enfatizzata con il ricorso a un procedimento retorico che potremmo assomigliare a una specie di antonomasia invertita e coperta: si ricorre a un epiteto per contrassegnare (negativamente, in questo caso) una persona ma dopo aver attribuito alla categoria o al gruppo assunti a epiteto le caratteristiche (negative) riscontrate nella persona medesima individuata quale oggetto del proprio disprezzo.

A pensarci meglio, la Bindi esplicita una tautologia,
conferma con il predicato quanto ha già detto del soggetto e perciò rende infalsificabile il suo enunciato. Mi rendo conto che la sto complicando un po’ troppo, per quella che magari voleva essere solo una battuta ammiccante alla scontata, e ormai un po’ vetusta (visto ciò che succede oggi), vulgata dei socialisti ladri; ma credo anche che qualche interrogativo l’affermazione di Rosy Bindi lo susciti. Per esempio, quando dice “socialista” di Tedesco si riferisce a oggi o a ieri? Pensa ai socialisti europei del cui gruppo il Pd è attualmente partner, o ai socialisti di qualche decennio fa? Ce l’ha con D’Alema (ma forse anche Bersani) o con Craxi?

Si è capito che, da socialista (di qualche decennio fa ma anche di oggi), me la sono presa un po’. E da questo blog, che vede tra i suoi post più cercati i due dedicati al quarto stato e al “suicidio” del socialismo (che parte dal bel libro di Massimo Onofri), intendo manifestare la mia riprovazione. Perché nemmeno Rosy Bindi può prendersi certe libertà. A rafforzamento del mio sdegno, potrei ricorrere anch’io a un po’ di retorica sul socialismo e i socialisti, ricordando le cristalline figure di un secolo e più di storia. Ma dovrei fare la lezione a tanti altri, prima di Rosy Bindi. Perché c’è chi la definizione di socialista (usata in alternativa al più attenuato “riformista”) la usa come scudo, a copertura delle proprie avventurose traiettorie politiche. Il catalogo è lungo e noto; perciò, basta così.
 

TAG
quarto stato rosy bindi suicidio del socialismo socialisti europei massimo onofri

PERMALINK
http://rendiamociconto.blog.rassegna.it/2011/07/27/730-socialista/

Di Tarcisio Tarquini il 27/07/2011 alle 20:04



Leggi i commenti

Nessun commento ancora disponibile.

Scrivi un commento


/1000







Il commento sara' pubblicato dopo la moderazione.

  • dai blog