Post di luglio

28/07/2011

Con i cinesi, arrivò l'IRAP

“….nei loro terribili dormiveglia gli imprenditori erano tormentati dal costo dei dipendenti come Amleto dai fantasmi, perché se erano diventati pesantissimi gli stipendi da pagare ogni mese insieme a tutti quei dannati contributi, un vero e proprio incubo parevano le liquidazioni, e così cominciavano a dirsi che forse non avevano davvero bisogno di tutta la gente che ogni mattina si trovavano tra i piedi, e avviavano a licenziare, spesso a caso pur di vedere ridotti i costi, tra i quali il boia maggiore era lo spettro delle spese generali: [continua]

TAG storia della mia gente cinesi prato tessile irap edoardo nesi

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Di Tarcisio Tarquini il 28/07/2011 alle 17:19 | Non ci sono commenti

27/07/2011

Socialista

In un’intervista, a severo commento della richiesta di arresto del parlamentare del Pd Alberto Tedesco negata dal Senato, la presidente del Partito del senatore inquisito, Rosy Bindi, ha più o meno affermato che non permetterà che il nuovo partito sia messo alla berlina e portato alla rovina a causa di un “socialista”. Evidente l’intenzione denigratoria che Rosy Bindi (un tempo esponente di rilievo della tramontante Dc) riversa su Tedesco, enfatizzata con il ricorso a un procedimento retorico che potremmo assomigliare a una specie di antonomasia invertita e coperta: si ricorre a un epiteto per contrassegnare (negativamente, in questo caso) una persona ma dopo aver attribuito alla categoria o al gruppo assunti a epiteto le caratteristiche (negative) riscontrate nella persona medesima individuata quale oggetto del proprio disprezzo.

A pensarci meglio, la Bindi esplicita una tautologia,
conferma con il predicato quanto ha già detto del soggetto e perciò rende infalsificabile il suo enunciato. Mi rendo conto che la sto complicando un po’ troppo, per quella che magari voleva essere solo una battuta ammiccante alla scontata, e ormai un po’ vetusta (visto ciò che succede oggi), vulgata dei socialisti ladri; ma credo anche che qualche interrogativo l’affermazione di Rosy Bindi lo susciti. Per esempio, quando dice “socialista” di Tedesco si riferisce a oggi o a ieri? Pensa ai socialisti europei del cui gruppo il Pd è attualmente partner, o ai socialisti di qualche decennio fa? Ce l’ha con D’Alema (ma forse anche Bersani) o con Craxi?

Si è capito che, da socialista (di qualche decennio fa ma anche di oggi), me la sono presa un po’. E da questo blog, che vede tra i suoi post più cercati i due dedicati al quarto stato e al “suicidio” del socialismo (che parte dal bel libro di Massimo Onofri), intendo manifestare la mia riprovazione. Perché nemmeno Rosy Bindi può prendersi certe libertà. A rafforzamento del mio sdegno, potrei ricorrere anch’io a un po’ di retorica sul socialismo e i socialisti, ricordando le cristalline figure di un secolo e più di storia. Ma dovrei fare la lezione a tanti altri, prima di Rosy Bindi. Perché c’è chi la definizione di socialista (usata in alternativa al più attenuato “riformista”) la usa come scudo, a copertura delle proprie avventurose traiettorie politiche. Il catalogo è lungo e noto; perciò, basta così.
 

TAG quarto stato rosy bindi suicidio del socialismo socialisti europei massimo onofri

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Di Tarcisio Tarquini il 27/07/2011 alle 20:04 | Non ci sono commenti

07/07/2011

I tre operai della Lucchini

I tre operai della Lucchini che nei giorni scorsi sono saliti su un silos per richiamare l’attenzione sul destino della loro acciaieria, messo a rischio da un pesante debito verso le banche (è di ieri la notizia dell’accordo che, almeno per il momento, ha scongiurato l’esito più drammatico) oltre che dalla volontà del magnate russo che ne è proprietario di disinvestire da Piombino e Brescia per cercare spazio in altri paesi, sono tre sindacalisti dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil. [continua]

TAG acciaieria lucchini piombino indagine operaia

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Di Tarcisio Tarquini il 07/07/2011 alle 13:43 | Non ci sono commenti

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