06/02/2011
Giovanni Allevi e l'Inno di Mameli
Anche oggi, sul sito della Stampa – la testata che sia nell’edizione cartacea sia in quella online più si è spesa nel dare spazio alle ragioni delle parti in tanto aspra contesa – si può leggere una replica del critico Giorgio Pestelli ai contestatori dell’operazione Allevi con un’argomentazione che sinteticamente si può ridurre all'affermazione che male sarebbe stato se invece che l’inno di Mameli la direzione avesse riguardato Il Trovatore: e che se, per via dell’aggressivo marketing del musicista, la decisione è valsa a mettere sotto i riflettori la musica e pure l’unità d’Italia si può essere contenti, senza andare tanto per il sottile.
Sulla questione non so dire altro se non che tutti i musicisti da me conosciuti e incontrati in questi anni passati da presidente di Conservatorio hanno manifestato e manifestano diffidenza sulla caratura musicale di Allevi e sulle sue capacità di direzione e censurano il pessimo esempio che ne verrebbe ai più giovani, ai quali egli superficialmente indicherebbe una strada facile per affermarsi, una scorciatoia priva delle asperità e del rigore degli studi.
Per questo motivo penso che, nel giorno dell’unità d’Italia, sarebbe giusto che il Conservatorio di Frosinone fosse il luogo in cui la ricorrenza si celebra salutando, con una giornata di musica italiana, i musicisti che tramandano – onorandola – una tradizione davvero nazionale, e una professione difficile ed entusiasmante che nessuno si può permettere di banalizzare.
Una giornata da iniziare con l’Inno di Mameli, eseguito dall’orchestra dei giovani del nostro Conservatorio, diretta dal maestro Gian Luigi Zampieri.
Di Tarcisio Tarquini il 06/02/2011 alle 00:30
