Post di maggio

26/05/2011

Il trucco della Moratti

Segnalo il trucco su facebook della Moratti segnalato da un blogger segnalato da Wired. Segnalatelo perché venga segnalato. Il fatto segnala uno stile.

TAG blog moratti su facebook wired

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Di Tarcisio Tarquini il 26/05/2011 alle 10:22 | Non ci sono commenti

25/05/2011

L'azione giusta di Amartya Sen e del sindacato

L’aspetto più interessante della lezione di Amartya Sen, tenuta ieri su invito dello Spi Cgil al teatro Capranica di Roma (posti tutti occupati), non è stato (o non è stato solo) ciò che il premio Nobel ha detto argomentando sulla questione dell'azione giusta, su ciò che è possibile e perciò necessario fare, nell'attuale contingenza, per eliminare – per dirla con le sue parole - l'ingiustizia eliminabile. [continua]

TAG amartya sen azione giusta ingiustizia eliminabile spi cgil

ARCHIVIATO IN Rendicontazione

Di Tarcisio Tarquini il 25/05/2011 alle 11:22 | Non ci sono commenti

21/05/2011

Gli ascolti di Current TV

Qualche domanda sugli ascolti di Current Tv: sufficienti per i manager della tv di Al Gore, insufficienti – tanto da giustificare un ridimensionamento del contratto di trasmissione – per i responsabili di Sky Italia.
Le cifre (non volendo tenere in conto le osservazioni in proposito del direttore di Current Tv Italia, Tessarolo, che ho riportato nel blog di ieri) giustificano gli interrogativi: nel 2011 i telespettatori sarebbero stati poco meno di tremila al giorno, mentre – rivela stamattina Sky, che nega così interventi censori – ne sarebbero bastati 4.500 per rinnovare automaticamente il contratto alle medesime condizioni di prima (3 milioni di euro ogni anno per altri tre anni).

La domanda allora diventa questa: perché Sky investe una cifra considerevole per ascolti degni di una tv locale? Certo, c’è la qualità; certo, conta il prestigio: l’esperienza dei nostri anni ci dice però che non sarebbero sufficienti né l’una né l’altro, business is business.
E, allora, qual è il business? Non sono un esperto di marketing, ma conosco – per aver letto il celebre libro di Chris Anderson che ne parla – la teoria della “coda lunga”: la legge di mercato propria di internet e di tutto il mondo digitale in virtù della quale, per dirla sempre con Anderson, oggi si è passati dal mercato di massa alla massa di mercati e dove il successo è dato non da pochi prodotti che ottengono grandi numeri ma dai tanti prodotti che “vendono” ciascuno un piccolo numero, il quale, però, sommato con tutte le piccole quantità vendute da tutti gli altri piccoli prodotti dà una quantità superiore a quella raggiunta dai grandi prodotti.  E' un po' complicato da dire, ma funziona nelle librerie online come Amazon e funziona anche nell’offerta televisiva digitale. Current Tv da sola non ha grandi ascolti, ma i suoi ascolti, messi insieme con quelli delle tante altre tv minori del pacchetto di Sky, concorrono a formare quella coda lunga che fa balzare in alto il valore pubblicitario del network.
È una risposta plausibile? Chiedo soccorso agli esperti.

PS.
In fondo - si parva licet - è anche grazie al principio della "coda lunga" che questo mio blog giova ai numeri di Rassegna.it.
Nell'immagine, la rappresentazione grafica della coda lunga.

TAG current tv sky coda lunga chris anderson

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Di Tarcisio Tarquini il 21/05/2011 alle 16:36 | Non ci sono commenti

20/05/2011

La notizia è Current Tv

La notizia del giorno è la prossima chiusura (alla fine del mese di luglio) di Current Tv. O meglio, lo sfratto della tv fondata da Al Gore dalla piattaforma di Sky che lamenta gli scarsi ascolti dell’emittente il cui esordio nel nostro paese è datato 2008 ma che negli Stati Uniti trasmette dal 2005.
Current protesta, Al Gore denuncia una manovra di ritorsione politica, motivata dai nuovi interessi di Murdoch per il digitale terrestre italiano che lo spingono a un’alleanza con Berlusconi, spesso oggetto delle inchieste spregiudicate della sua tv, Sky replica che la crisi di ascolti di Current è lampante, dovendosi parlare di numeri davvero esigui: meno di tremila al giorno nell’anno corrente, in flessione del 40 per cento rispetto all’anno precedente.

Al festival internazionale del giornalismo di Perugia, il direttore di Current Tv Italia, Tommaso Tessarolo, ha fornito, qualche settimana fa, dati diversi: il pubblico medio sarebbe stimabile in mezzo milione di telespettatori, solo in parte rilevati dall’Auditel che nel suo panel si basa su un target familiare e perciò può dare conto solo in modo molto impreciso del successo di un’emittente vista dalle generazioni più giovani (non a caso, Mtv ha rifiutato da tempo di stare dentro il gruppo dei 150 canali testati) e dalle persone più colte.

Tessarolo ha, però, spiegato a Perugia anche un’altra cosa. E, cioè, che Current Tv ha cominciato ad affermarsi nel nostro paese, quando è diventata diversa da quello che aveva promesso d’essere al momento dello sbarco da noi. Il progetto iniziale era, infatti, quello di essere una tv che avrebbe sollecitato e raccolto i video e le inchieste realizzate dalle web tv e dai cittadini giornalisti per ritrasmetterle, dopo averle selezionate (in principio anche con il gradimento degli spettatori) e raffinate, sul proprio canale. Si trattava di un modello che aveva suscitato molte attese e interesse (la cui eco si coglie ancora oggi nei commenti - veicolati sulla rete - di chi allude a una sorta di tradimento della missione), ma che – ha commentato Tessarolo – si è dimostrato inadatto a un pubblico televisivo abituato ad altri e più alti standard qualitativi (nella fattura dei video), anche se poi il programma di maggior successo della nuova politica editoriale di Current si è rivelato quello di Marco Travaglio che, come sa bene chi lo segue, ha un bassissimo appeal televisivo, essendo girato tipo webcam.

L’integrazione della tv dal basso,
veicolando su una piattaforma professionale il lavoro di indagine e scavo di tanti videomaker, si è dimostrata, insomma, una prospettiva assai poco convincente e soprattutto non vincente.
La sentenza dell’esperimento sembra dire che non si è ancora trovato un punto di contatto tra la webtv (che pure nel nostro paese è assai diffusa) e tv “tendenzialmente” mainstream, quella che permette in forza del mezzo – e sia pure solo potenzialmente - di raggiungere un grande pubblico.

Da noi, le webtv (censite dalla “rete” che le associa) sono la bella cifra di 536 e vanno da quelle semicondominiali e di palazzo a quelle di quartiere o di gruppi specifici; ce n’è una – ha raccontato a Perugia Giampaolo Colletti di altratv.tv – che ha avuto localmente molto successo ed è diventata un caso: si chiama come il pensionato settanduenne che l’ha fondata (pierodasaronno) e produce due o tre videoclip quotidiane sulla vita normale delle persone normali che scorre sotto l’occhio di una persona normale.

Il progetto è di costruire una filiera, una grande trama che raccolga i nodi diffusi nel paese; nell’era della convergenza l’importante non è come trasmetti – ha commentato, sempre durante il seminario perugino, Guido Scorza dell’Istituto Politiche dell’innovazione – ma che qualcuno trasmetta e poi i contenuti siano diffusi su tutti i canali disponibili. Il punto, però, resta sempre uno: come trasformare una esperienza “espressiva” in una strategia di informazione e comunicazione che, seppure con le armi (metaforiche) della guerriglia mediale, possa nutrire realisticamente l’ambizione di vincere la guerra dei contenuti stravolgendo l’agenda informativa dei grandi gruppi e dei grandi interessi.
È il tema che ha di fronte chi, come noi, opera sul fronte dell’informazione del lavoro e del sindacato; e che da sempre è costretto a registrare quanto questo mondo sia assente o, se presente, stravolto nella scaletta dei media più accreditati.

TAG current tv al gore festival del giornalismo di perugia sky

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Di Tarcisio Tarquini il 20/05/2011 alle 17:58 | Non ci sono commenti

16/05/2011

I saggi degli allievi del Conservatorio

Emozioni non solo elettorali oggi. Nella sala Paris del Conservatorio, saggi degli allievi di clarinetto del maestro Raffaello Orlando. Al termine, una studentessa ha ringraziato il maestro, che l’anno prossimo andrà in pensione, per avere insegnato in tutti questi anni non solo musica ma l’umiltà.
Sentirlo dire a una ragazza di quindici o sedici anni che ha eseguito (molto bene) le variazioni su La donna del lago di Rossini (musica che si esegue solo dopo il diploma – ha spiegato il Maestro Orlando) è una prova di quanto possano ancora i buoni Maestri e le buone scuole.

Per il magnifico volumetto di presentazione dei saggi, ideato e realizzato graficamente da Tonino Poce e dal nostro laboratorio di grafica (a fianco la copertina), ho scritto una delle due presentazioni (l’altra – la più importante - è, ovviamente, del direttore D’Antò). La pubblico in questo post; esprime abbastanza bene il perché delle emozioni non elettorali di oggi.
Eccola di seguito.

L’appuntamento di fine anno accademico, quando i nostri allievi si mettono alla prova davanti a un <pubblico> per confermare l’efficacia del lavoro svolto da loro e dai loro docenti, è forse il momento che meglio rappresenta ciò che è il nostro Conservatorio: la qualità dell’attività di formazione musicale e, credo, più ampiamente civile che esso sa offrire, la dedizione che alla sua <missione> sanno assicurare tutti coloro che, per poco o tanto che sia – ma sempre per tutto quello che possono - collaborano a dargli il decoro della serietà, dell’impegno, della cultura e dell’arte.

È questo anche il momento in cui il Conservatorio si rivolge, nella forma più propria, alla società provinciale dando atto dei talenti
che ha saputo far fruttare, moltiplicandoli e mettendoli a disposizione di tutti, alla stregua di una ricchezza che si voglia destinare a un investimento per il futuro comune.

Ancora oggi, dopo quattro anni di quest’esperienza straordinaria da presidente che mi ha dato l’occasione di partecipare a un progetto in cui ho riconosciuto il senso più profondo del sistema di educazione e formazione pubblica
che la nostra Costituzione ha disegnato per garantire ai meritevoli il diritto di istruirsi e di trovare così le strade più adatte alle loro vocazioni, ancora oggi – dicevo – arrivo all’incontro con i concerti finali dei nostri giovani con l’emozionata convinzione di aver dato anch’io una mano perché il sogno, l’ambizione, di qualcuno di loro – o, come spero, di tutti - possa realizzarsi.
È un patto tacito che si rinnova; ed è la ragione di un impegno verso i giovani che noi del Licinio Refice sentiamo di non poter deludere.



TAG raffaello orlando la donna del lago di rossini clarinetto conservatorio licinio refice di frosinone

ARCHIVIATO IN Diario dal Conservatorio

Di Tarcisio Tarquini il 16/05/2011 alle 19:31 | Non ci sono commenti

10/05/2011

Giusta causa contro le ferrovie

Leggo nelle news di Rassegna.it che un capotreno in servizio alla stazione Termini è stato licenziato dalle ferrovie dello stato per il venir meno del rapporto di fiducia dell'azienda verso di lui. La vicenda - dice la Cgil - non è chiara e una rapida lettura delle motivazioni chiarisce invece che con ogni probabilità si tratta di un abuso contro il dipendente.

Leggo di questa vicenda adesso che sono le 22.20 e sono rientrato a casa almeno due ore oltre il previsto, dopo aver passato più di quattro ore sopra un treno strapieno che - a me è la prima volta che capita ma dai racconti dei miei sfortunati compagni di viaggio pare che sia già successo altre volte - fermatosi per un altro treno rotto che ostruiva il binario della Roma Cassino è tornato indietro, alla stazione precedente, in modo da poter effettuare lo scambio e immettersi su un  binario libero. 

Mi domando cosa debba fare io con le ferrovie dello stato per notificare ufficialmente che è venuto meno il  rapporto di fiducia, che testardamente ho cercato di confermare in questi anni pure contro l'evidenza, nei confronti loro e del loro servizio. Se potessi licenziarle, le ferrovie, le licenzierei per giusta causa. 

TAG rassegna.it ferrovie dello stato

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Di Tarcisio Tarquini il 10/05/2011 alle 22:15 | Non ci sono commenti

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