15/03/2011
Pappano in web, ieri sera. Quando i Conservatori?
Ho visto e ascoltato, ma non solo. Ho anche partecipato alla chat che scorreva con velocità sincopata su una colonnina a fianco del quadro dello schermo, ho posto domande – ricevendo risposte puntuali in tempo quasi reale – sulle musiche trasmesse (la sinfonia dell’Aida – è stato spiegato – è una rarità, avendo Verdi optato subito per il più leggero preludio) e sulla composizione dell’orchestra; ho posto anche qualche questione su cui non ero del tutto sprovveduto per la voglia di provare se davvero la guida fosse attestata dietro il mio schermo, sollecita e scrupolosa, così come blandiva la pubblicità.
L’evento si deve alla collaborazione tra Auditorium e Telecom, la qualità dello streaming buona (con l’inevitabile, per la banda in uso, leggerissima asincronia tra immagine e audio, e con una sola interruzione del flusso), nonostante dal domanda e risposta abbia appreso che in Germania fanno di meglio.
Dalla chat ho scoperto che tra i partecipanti (non più di una ventina, mi è sembrato) ben tre eravamo del frusinate; curiosi i contenuti degli interventi (sulla musica – a parecchi è sembrato che Pappano abbia schubertizzato Mahler – osservazione in merito alla quale non saprei esprimere opinioni; sulla bellezza della violinista – ma quella dell’Orchestra del Conservatorio di Frosinone – assicuro - non è da meno; su altri particolari, non proprio pertinenti: anzi a volte impertinenti, se pure innocuamente) che qualcuno ha deprecato, ma che a me alla fine sono parsi alla stregua del sussurro che non si riesce a trattenere, rivolgendosi al vicino di poltrona, anche nei concerti cui si assiste dal vivo.
Penso che l’esperimento sia riuscito e che non abbia fatto male alla musica o dissuaso l’avvicinarsi alla musica classica di nuovo pubblico.
Mi viene in mente (l’ho scritto nella chat, ma la sospensione a metà del concerto ha cancellato la frase) che la gran parte dei Conservatori italiani, produttori spesso di ottima musica e palestra di giovani talenti, non ha la fibra ottica, che consentirebbe di replicare queste occasioni. Nel mio Conservatorio stiamo cercando di metter insieme risorse economiche (abbiamo previsto una cifra nel nostro bilancio) e disponibilità istituzionali per dotarcene, allacciandoci alla rete Garr dedicata alla università e alla ricerca. Potremmo trasmettere i nostri concerti in rete, soprattutto potremmo realizzare master a distanza con grandi maestri; potremmo persino (come è stato già fatto) far suonare insieme, senza apprezzabili e fastidiose asincronie, musicisti posti in luoghi diversi e lontani formando un’orchestra virtuale più vera di tante orchestre vere. Potremmo, ma chi è disposto a provarci con noi?
Di Tarcisio Tarquini il 15/03/2011 alle 14:02
