19/01/2011

Conservatori: Tremonti taglia e fa la cresta

Non c’è pace per i presidenti di Conservatorio, quindi anche per me.
 
L’ultima (come tutte le precedenti, del resto) ci arriva dal ministero dell’economia che con la manovra 2010 (DL 78/2010 convertito in legge il 29 luglio dello stesso anno) dispone al comma 8 dell’articolo 6 che le spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza non dovranno superare il 20 per cento di quelle sostenute nel 2009. Ne abbiamo già parlato in un post precedente (rendiamociconto.blog.rassegna.it/2010/09/11/582-tagli-lineari/), sottolineando che il taglio non colpisce solo, come sarebbe giusto, gli enti e, nel nostro caso, i Conservatori spendaccioni (anche se, a dire il vero, l'eventualità è assai improbabile, visti i bilanci), ma tutti indiscriminatamente e scriteriatamente, anche quelli virtuosi (certamente la maggior parte). Lo abbiamo scritto e non servirebbe, dunque, tornarci sopra se non fosse che il comma 21 dello stesso articolo impone che il risparmio così conseguito debba essere versato all’erario.
Allora, poniamo che un Conservatorio abbia speso 100 nel 2009: nel 2011 non potrà spendere più di 20, ma il restante 80 non potrà tenerlo nella sua disponibilità finanziandoci cose reputate più utili, tentando così di compensare, con l’obbligata parsimonia, la diminuzione drastica del finanziamento statale già decisa e operante; l'economia ottenuta dovrà invece versarla al ministero, che, dunque, da una parte taglia e dall’altra fa la cresta.

Un’altra, poi, si scopre impicciando gli occhi sul comma 13 (quasi il titolo di un film, ma qui è una telenovela) che ordina di dimezzare le spese per la formazione rispetto alla cifra spesa nel 2009, disponendo nello stesso tempo, ovviamente, di versare il risparmiato nel solito fondo dello stato (sarà interessante sapere a quale dotazione arriverà questo fondo oscuro, alla fine del travaso). In questo caso, l’effetto è addirittura esemplare di quell’ipocrisia che impera nel discorso pubblico (ogni discorso pubblico, ormai), perché suona come un’evidente smentita delle tante e ripetute declamazioni dei nostri ministri sull’obiettivo di rendere più moderno, efficiente e snello l’apparato amministrativo dello Stato puntando sulla riqualificazione del suo “capitale umano”.

I Conservatori, come tutti sanno, stanno vivendo un periodo di straordinario cambiamento, con dipendenti e dirigenti che spesso mostrano l’affanno; la maggior parte, infatti, si è formata nella vecchia realtà istituzionale e di conseguenza è preparata a gestire un ordinamento che oggi non c’è più (da quest’anno, con la fine del periodo sperimentale, anche sostanzialmente). Alcuni Conservatori hanno investito – e altri vorrebbero farlo adesso - nella formazione perché hanno capito, prima di altri, la necessità di adeguare le conoscenze e le competenze del personale in modo che i più volenterosi siano posti nelle condizioni di aderire al processo di cambiamento, accettando di rimettersi in discussione e di rinnovare la cassetta degli attrezzi del loro lavoro
Adesso il ministro del tesoro (o più probabilmente qualche solerte estensore di norme, posseduto dalla smania del taglio) li chiama a pagare il conto di quest’atto di fiducia.

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ministro tremonti conservatori formazione dimezzata articolo 6 dl 78/2010 tagli alle spese discorso pubblico

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http://rendiamociconto.blog.rassegna.it/2011/01/19/636-conservatori-tremonti-taglia-e-fa-la-cresta/

Di Tarcisio Tarquini il 19/01/2011 alle 17:34



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