Post di dicembre

27/12/2010

Un'opera d'arte nascosta per augurio

Mi rendo conto, la foto non c'entra molto con i nostri temi abituali. [continua]

TAG antonio di alatri trittico del redentore mario ritarossi pittore e storico dell'arte

ARCHIVIATO IN Al margine

Di Tarcisio Tarquini il 27/12/2010 alle 18:53 | Non ci sono commenti

22/12/2010

Il governo ritaglia l'editoria cooperativa

Mediacoop, nel suo comunicato di questa sera, a commento della decisione del governo di tagliare (ri-tagliare) con il decreto mille proroghe il fondo per l’editoria cooperativa, parla di assurdo “gioco dell’oca”: un passo avanti (il DL di stabilità, un mese fa) e due indietro (oggi, nel mille proroghe, appunto). [continua]

TAG decreto milleproroghe ministri serietà finiani di fli fieg mediacoop fnsi editoria cooperativa 5 per mille dl di stabilità

ARCHIVIATO IN Comunicazione

Di Tarcisio Tarquini il 22/12/2010 alle 19:48 | C'e' un commento

20/12/2010

La differenza tra un leader e un piazzista. La spiega D.F. Wallace

“E’ difficile ottenere risposte convincenti alla domanda <Perché ai giovani elettori importa così poco della politica?> E questo probabilmente per via che è quasi impossibile spingere una persona a riflettere con attenzione sui motivi per cui una cosa non gli interessa. È la noia in sé a vanificare la ricerca di risposte; l’esistenza della sensazione è più che sufficiente. Di sicuro però una delle ragioni è che la politica non è fica. O diciamo piuttosto che è la gente fica, interessante, viva, a non essere attratta dal processo politico. Ripensiamo a che tipi erano quelli che al liceo si candidavano alle cariche di rappresentanza degli studenti: un po’ sfigati, vestiti con troppa cura, ossequiosi verso l’autorità, ambiziosi ma in modo meschino. Ansiosi di partecipare al Gioco. Il tipo di ragazzi che gli altri ragazzi pesterebbero volentieri, se la cosa non sembrasse tanto inutile e noiosa”.

Non è un politologo l’autore di questo ragionamento sulla disaffezione che la politica suscita nei giovani. È uno scrittore, un grande scrittore, David Foster Wallace: lo mette nero su bianco in un reportage sulla campagna elettorale di John McCain, sfidante di George W. Bush alle primarie repubblicane del duemila. Lo si legge in Considera l’aragosta (me l’ha consigliato il mio collega Stefano Iucci), una raccolta di strepitosi saggi e inchieste al centro dei quali campeggia quello che dà il titolo al libro, che partendo dalla Fiera annuale delle aragoste del Maine arriva ad arrovellarsi con grande serietà (e perché poi dovrebbe essere diversamente?) intorno alla questione se le aragoste percepiscano dolore quando, per essere cucinate, vengono immerse vive nell’acqua bollente ( l’articolo è commissionato dalla rivista Gourmet, circostanza che aggiunge, per così dire, sapore alla lettura).

Nel reportage su McCain c’è una risposta a tutte le domande che ci poniamo oggi sulla politica: non solo perché i giovani ne diffidino, ma anche sulle cose da non fare se non si vuole soccombere nella contesa (ricorrere a Negatività contro l’avversario, per esempio). Da non perdere, infine, la distinzione, che rischia spesso di sfumare agli occhi degli elettori, tra grande piazzista e leader (quella persona – un insegnante, un allenatore, un sacerdote o un rabbino – che “può farci fare cose che nel profondo sappiamo essere giuste, ma che da soli non riusciamo a fare”).

Scrive Wallace: “Tra un grande leader e un grande piazzista esiste una differenza. Ci sono anche delle somiglianze certo. Un grande piazzista di solito è carismatico e accattivante e spesso riesce a farci fare cose (comprare cose, approvare cose) che forse da soli non faremmo, e sentendoci nel giusto. Inoltre, molti piazzisti sono fondamentalmente persone rispettabili e sotto tanti aspetti ammirevoli. Ma un piazzista, anche un grandissimo piazzista, non è un leader. Questo perché per un piazzista il movente ultimo e predominante è l’interesse personale: se compriamo quello che lui vende, il piazzista ci guadagna. Perciò, anche il piazzista ha una personalità molto potente, carismatica e in grado di suscitare ammirazione, e magari convincerci che comprare è nel nostro interesse (cosa che può essere vera), tuttavia una piccola parte di noi sa sempre che in ultima sede ciò che il piazzista vuole è qualcosa per se stesso. E questa consapevolezza è dolorosa…anche se, certo, è un dolore piccolino, più simile a una fitta, spesso inconscia. Ma se si è soggetti ai grandi piazzisti e alle strategie di vendita e alle teorie del marketing per lunghi periodi – come quando da bambini si guardano i cartoni animati del sabato mattina, per esempio – è solo questione di tempo prima che in noi si radichi la convinzione profonda che tutto sia questione di vendite e di marketing, e che ogni volta che qualcuno dà l’impressione di interessarsi a noi o a qualche idea o causa nobile, quella persona sia un piazzista, a cui in fine dei conti di noi o delle cause non frega un accidente, ma che in realtà vuole qualcosa per se stesso”.

C’è bisogno di aggiungere altro?
 

TAG considera l'aragosta george w. bush piazzista e leader gente fica e gente sfigata gourmet d.f. wallace

ARCHIVIATO IN Letture

Di Tarcisio Tarquini il 20/12/2010 alle 22:11 | Non ci sono commenti

18/12/2010

Autistici in Conservatorio

Qualche giorno fa, prima il Consiglio di amministrazione e poi il Consiglio Accademico hanno approvato un progetto per l’inserimento in Conservatorio di quattro ragazzi autistici. Questa iniziativa nasce in conseguenza dei risultati positivi raggiunti lo scorso anno con un quindicenne dotato di un eccezionale talento musicale di cui abbiamo riferito in un post dello scorso maggio (rendiamociconto.blog.rassegna.it/2010/06/24/485-un-bambino-straordinariamente-abile/), ma non si ripromette di cercare e coltivare, sotto l’apparenza di una disarmonia psichica, piccoli geni da presentare al mondo. [continua]

TAG conservatorio di frosinone ragazzi autistici associazione pianeta giovani musicoterapia diritto all'istruzione e al benessere

ARCHIVIATO IN Diario dal Conservatorio

Di Tarcisio Tarquini il 18/12/2010 alle 14:26 | C'e' un commento

14/12/2010

Fratelli pendolari tedeschi

Stamattina la Repubblica pubblica la lettera di una ragazza di Cassino – estremo lembo meridionale della provincia di Frosinone - che racconta di aver perso la possibilità di partecipare alla prova di concorso per un posto di esperto al ministero dei beni culturali per il clamoroso ritardo del treno che avrebbe dovuto portarla dalla sua città a Roma, dove i candidati erano stati convocati. Qualche pagina prima il quotidiano anticipa una ricerca di Legambiente sui disagi quotidiani dei pendolari, disagi di cui sono state piene, in queste ultime settimane e con un’assiduità mai raggiunta prima, le cronache dei giornali locali del frusinate.

Viaggio da anni sulla linea Cassino Roma, ne ho viste e sentite perciò d’ogni tipo e io stesso potrei portare centinaia di testimonianze sulla vera inciviltà di questi treni, dei quali l’azienda delle ferrovie dovrebbe provare vergogna; sentimento di cui con tutta evidenza essa risulta completamente priva: al pari almeno del senso del ridicolo, se capita di leggere, sempre sui giornali di oggi, che non soddisfatta delle performance nazionali ha appena acquistato una partecipazione nella società che gestisce il trasporto ferroviario dei pendolari tedeschi.
Viel Erfolg, ignari fratelli.


TAG linea cassino-roma pendolari italiani ferrovie dello stato pendolari tedeschi la repubblica

ARCHIVIATO IN Rendicontazione

Di Tarcisio Tarquini il 14/12/2010 alle 16:12 | Non ci sono commenti

10/12/2010

Il bambino con le braccia larghe

Domani, sabato, presenteremo ad Alatri il libro di Carlo Gnetti Il bambino con le braccia larghe. Insieme con me, ne parlerà lo psichiatra e psicoanalista Ettore Del Greco; la giornalista Martina Toti ne ricorderà i temi essenziali, l’attrice Ilaria Del Greco ne leggerà alcune pagine, Carlo aggiungerà le cose che vorrà. [continua]

TAG la legge 180 l'istituzione negata di franco basaglia il ministro della sanità luigi mariotti riforma della psichiatria

ARCHIVIATO IN Letture

Di Tarcisio Tarquini il 10/12/2010 alle 22:33 | Non ci sono commenti

07/12/2010

Le cantine di Piperno e Ammaniti

Gli ultimi due romanzi di Alessandro Piperno e Niccolò Ammaniti hanno un elemento comune, mutuato da precedenti letterari importanti me non per questo meno significativo. [continua]

TAG alessandro piperno niccoò ammaniti io e te almanacco di letteratura 2002 sottosuolo persecuzione cantina

ARCHIVIATO IN Letture

Di Tarcisio Tarquini il 07/12/2010 alle 17:51 | Non ci sono commenti

01/12/2010

La generosità di Daniele Paris

E' uscito in questi giorni, per i tipi della casa editrice Lim e con il contributo del Conservatorio di Frosinone, una monografia di Maria Francesca Agresta sulle musiche per il cinema di Daniele Paris, fondatore del Conservatorio stesso e personalità di grande livello nel panorama culturale e artistico italiano e europeo della seconda metà del Novecento.
Il libro si intitola "Il Suono dell'interiorità" e reca il sottotitolo esplicativo: "Daniele Paris per il cinema di Liliana Cavani, Luigi Di Gianni, Lorenza Mazzetti". Confesso che tra i tanti motivi di soddisfazione e gratitudine che nutro per chi mi ha aperto la strada a questa bella esperienza di presidente di Conservatorio, c'è anche il fatto di avermi consentito di accostarmi a questa figura straordinaria, che dovrebbe essere conosciuta più di quanto non sia. Nella ricorrenza del ventennale della sua morte (nella foto, l'annullo filatelico) abbiamo promosso la pubblicazione di una bioografia critica di Maurizio Agamennone che ne ha ricostruito la figura e l'importanza (con tante belle testimonianze dei suoi allievi e collaboratori). Oggi arriva il libro di Maria Francesca Agresta per il quale ho scritto una delle due introduzioni (l'altra è di Antonio D'Antò che dirige oggi il Conservatorio e custodisce, con devozione filiale, il ricordo d'artista e insegnante del Maestro). Mi piace farla conoscere ai lettori del mio blog. Si intitola "La generosità di Daniele Paris". Eccola, di seguito.


Racconta Liliana Cavani, nella conversazione in cui ripercorre, rispondendo di buon grado alla competente e quasi affettuosa sollecitazione di  Maria Francesca Agresta, la sua felice collaborazione con Daniele Paris, che “nel mio film Al di là del bene e del male, nella scena del medium l’orchestrina che suona e la soprano che canta erano alcuni allievi del Conservatorio. (…) Quando poteva, lui utilizzava i ragazzi del suo Conservatorio”. [continua]

TAG liliana cavani daniele paris lorenza mazzetti free cinema luigi di gianni maria francesca agresta

ARCHIVIATO IN Diario dal Conservatorio

Di Tarcisio Tarquini il 01/12/2010 alle 16:19 | Non ci sono commenti

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