24/11/2010
La testa dell'assessore
Questa è da raccontare, e verrebbe meglio in dialetto ma non possiamo; abbiamo promesso riservatezza assoluta e dobbiamo evitare che si capisca dove la vicenda è accaduta e chi ce l’ha riferita.
Dunque, il protagonista è l’assessore al lavoro di una provincia della nostra Italia che sta attuando un progetto di stage per i giovani presso le aziende della zona. Per incentivare la partecipazione, l’ente eroga per un anno ai giovani 500 euro al mese e alle aziende 600 euro, a condizione che alla fine del periodo di stage esse assumano almeno l’ottanta per cento degli stagisti.
L’assessore si vanta di consigliare le aziende diffidenti ad avviare lo stage di un solo ragazzo, così al momento dell’assunzione non debbono assolvere l’obbligo della sua stabilizzazione: “mica possono tagliargli la testa!” esclama, per suggerire che l’obbligo dell’ottanta per cento, nel caso di un singolo, equivarrebbe all’orrenda mutilazione.
Un astante, allibito, ha commentato: “al ragazzo no, la testa non si può tagliare, ma all’assessore, a un simile assessore, forse sì”.
E senza gran danno.
L’assessore si vanta di consigliare le aziende diffidenti ad avviare lo stage di un solo ragazzo, così al momento dell’assunzione non debbono assolvere l’obbligo della sua stabilizzazione: “mica possono tagliargli la testa!” esclama, per suggerire che l’obbligo dell’ottanta per cento, nel caso di un singolo, equivarrebbe all’orrenda mutilazione.
Un astante, allibito, ha commentato: “al ragazzo no, la testa non si può tagliare, ma all’assessore, a un simile assessore, forse sì”.
E senza gran danno.
Di Tarcisio Tarquini il 24/11/2010 alle 15:22
