11/11/2010
Medaglia d'oro al valor civile
Leggo sui giornali locali della mia provincia, che gli operai della Videocon di Anagni si sono recati a Roma, al ministero dello sviluppo, per sollecitare che si definisca una volta per tutte il nuovo assetto proprietario della loro azienda: che si affretti ad arrivare chi deve arrivare, al posto del gruppo indiano che, dopo una scorribanda durata dal 2005 al 2008, ha deciso di fare (anzi, ha già fatto) le valigie e se ne è tornato a casa lasciando tutti a casa, appena coperti da una modesta cassa integrazione più volte negoziata e prorogata.
Leggo che insieme con gli operai c’erano le mogli (“sotto la pioggia battente”, precisano le cronache) e i sindacalisti, quelli che seguono la vertenza da mesi, senza pause; e rifletto sul fatto che, dopo tante illusioni seguite da dure delusioni che hanno sventrato psicologicamente ed economicamente più di mille famiglie residenti in un territorio drasticamente impoverito in questi ultimi anni (anche per la chiusura della Videocon), questi lavoratori continuano a combattere, a mobilitarsi, a marciare innocuamente e civilmente su Roma, a coinvolgere donne e bambini, ad appoggiarsi al sindacato, a chiedere alle istituzioni che operino per aiutarli a venire a capo della situazione, suggerendo che in fondo così, senza enfasi, si realizza una parte del bene comune. Questi operai, insomma, continuano ad avere fiducia. Per loro, come per gli altri che si trovano nella stessa condizione e si comportano allo stesso modo, penso che sarebbe giusto un riconoscimento, una medaglia d’oro al valor civile.
(Nella foto, il piazzale della Videocon, quando si protestava in fabbrica; mesi o anni fa?)
(Nella foto, il piazzale della Videocon, quando si protestava in fabbrica; mesi o anni fa?)
Di Tarcisio Tarquini il 11/11/2010 alle 19:39
