09/11/2010

Tagli lineari

Si chiamano tagli lineari, quelli che il ministro dell’economia ha imposto e sulla lunghezza dei quali si sta muovendo (contorcendo, sarebbe più appropriato dire) la pubblica amministrazione.
 
Colpiscono, come leggiamo nelle cronache di questi giorni, un po’ da per tutto; tolgono soldi alla manutenzione di Pompei (ma le premesse del crollo della Casa dei gladiatori, mi pare, partano da più lontano anche se, esemplarmente, il disastro sceglie di avvenire oggi), alle borse di studio, ai giornali cooperativi e tanto altro ancora. Voglio aggiungere un esempio, particolarmente piccolo ma che, proprio per questo, permette di rimarcare la stupidità del sistema adottato, che limita lo spazio delle scelte consapevoli e rivela il pessimo giudizio che chi governa ha di quella stessa amministrazione che dovrebbe guidare, magari esaltandone la responsabilità piuttosto che mortificarla.

Accade nel nostro Conservatorio. Come ormai avviene da quattro anni, il 22 novembre, nella giornata di santa Cecilia, celebreremo con una serie di iniziative la Festa della Musica. Discutendo sulle modalità dell’organizzazione e del modestissimo budget necessario per assolvere il minimo dei doveri (le locandine, il rimborso di un pranzo per il prestigioso oratore invitato a tenere la lectio magistralis, e qualche altra quisquilia del genere) siamo venuti a conoscenza dei dettagli del decreto legge 78 del 31 maggio 2010 (contenimento spesa pubblica) che stabilisce, tra l’altro: 1) ogni iniziativa per feste, celebrazioni e manifestazioni varie deve essere autorizzata dal ministero e deve essere a costo zero; 2) le spese per attività di pubbliche relazioni in genere non debbono essere superiori al 20 per cento di quanto speso per le stesse finalità nell’anno 2009. Il codicillo conclusivo, ovviamente, è che il dirigente che dovesse andare al di là di questi limiti risponderebbe direttamente del male speso.

Capisco la disposizione che evidentemente vuole porre freno alle sconcezze di tante amministrazioni di cui tutti conosciamo esempi clamorosi (che sono stati materia di libri di successo), ma in questo modo si ottiene un effetto paradossale: le amministrazioni più virtuose sono quelle che vengono punite in misura maggiore e sproporzionata, rispetto alle tante altre che non si sono comportate con identica sobrietà. È l’effetto del taglio lineare: se hai speso mille puoi spendere duecento, se hai speso cento puoi spendere venti, al di là se i mille e i cento di prima fossero o non fossero motivati. Nel nostro Conservatorio, nel 2009, abbiamo speso per relazioni la bellezza di 900 euro, e perciò quest’anno non possiamo superare la bella cifra di 180 euro e siccome di questi già ne abbiamo utilizzati 40 in un’occasione ufficiale precedente per la giornata di santa Cecilia ce ne rimangono 140: meglio, però, qualcosa in meno, perché magari a Natale può farci visita qualche autorità locale e se, nell’occasione, dovessimo essere costretti a offrire qualche aperitivo, sarebbero guai.

(Nelle foto, tagli lineari su cravatta e una locandina che non potremo stampare)

TAG
conservatorio di frosinone santa cecilia casa dei gladiatori pompei decreto legge 78 del 2010 tagli lineari pubblica amministrazione festa della musica

PERMALINK
http://rendiamociconto.blog.rassegna.it/2010/09/11/582-tagli-lineari/

Di Tarcisio Tarquini il 09/11/2010 alle 13:25



Leggi i commenti

Nessun commento ancora disponibile.

Scrivi un commento


/1000







Il commento sara' pubblicato dopo la moderazione.

  • dai blog