23/08/2010
L'alfabeto di Giuliano Amato
Segnalo l'articolo di Giuliano Amato sulla prima pagina del Sole 24 Ore di ieri: Da Ground Zero ai rom, in gioco i diritti dell'uomo. Discute sulle ragioni del consenso in una democrazia e su quelle, sempre più frequentemente divergenti dalle prime, della (sua) civiltà.
Distingue tra diritti del cittadino e diritti della persona e spiega perchè questi siano inalienabili, anche per gli immigrati clandestini in quanto appunto persone. E poi dice ancora, entrando nel dibattito politico (se vogliamo chiamarlo così) di questi giorni: ""... non a caso nell'assetto istituzionale delle democrazie si distingue fra istituzioni maggioritarie elettive, nelle quali prevalgono le ragioni del consenso, e istituzioni non maggioritarie di garanzia, in primo luogo le corti, nelle quali dovrebbero prevalere le ragioni della civiltà codificate proprio in quei diritti a cui le maggioranze sono meno sensibili". E prosegue: "E' già molto per le ragioni della civiltà se vi sono minoranze libere di sostenerle e giudici abilitati a farle valere, quando esse si incarnano in obblighi e diritti. Ma una democrazia finisce prima o poi per ammalarsi se le maggioranze non si aprono mai alle minoranze e disattendono le decisioni dei giudici, che ne contestano le scelte in nome di un principio superiore". Ci deve essere permeabilità tra le due istanze, "se c'è invece impermeabilità - chiarisce ancora Amato - e quindi divaricazione perdurante, alla lunga tutto il sistema si deteriora, perchè le minoranze o si estremizzano o si estinguono e i giudici, che non possono distanziarsi senza limiti dalla sensibilità delle maggioranze, finiscono per acquietarsi". Così scrive Giuliano Amato ricordando l'alfabeto della politica illuminata dal diritto, e viene da concludere: punto e a capo.
Di Tarcisio Tarquini il 23/08/2010 alle 10:27
