18/04/2010

Rendiconto al Conservatorio

Il mio mandato come presidente del Conservatorio Licinio Refice di Frosinone sta arrivando al termine. Il Consiglio Accademico ha deliberato la terna di nomi da sottoporre al Ministro della Pubblica Istruzione per la scelta del nuovo presidente. Faccio parte della terna e insieme con me ne fanno parte due personalità di spicco della cultura espresse dalla nostra provincia ma di rilievo nazionale e internazionale. E' una terna (perdonate l'immodestia) di livello e del tutto adeguata all'incarico. Confesso di augurarmi la riconferma (forse l'ho anche meritata); sono stati tre anni belli, proficui, con tanti risultati. In questi giorni ho fatto stampare il Rendiconto di fine mandato che ho inviato (senza che nessun regolamento o legge lo richieda) al DIrettore generale del Ministero, al Consiglio Accademico e l'ho distribuito ai docenti e ai dipendenti non docenti, ma anche a tutti gli studenti aggiungendo per ciascun gruppo di destinatari una lettera personalizzata.
Del rendiconto - in questo blog dove parlo di rendiconti sociali e civili e in cui ho spesso raccontato della mia attività in Conservatorio - pubblico di seguito il testo. Aggiungo una premessa di lettura. Chi di voi avrà la voglia di leggere e la pazienza di arrivare fino alla fine noterà nel discorso - in alcuni punti, almeno - una certa enfasi. E' una scelta retorica verso cui quasi inconsapevolmente mi volgo quando sento di rappresentare qualcosa (oltre me), di essere esponente di un interesse pubblico, di operare come agente di un'istituzione. Non lo vedo come un difetto, perchè le parole e il modo in cui si costruisce un discorso pubblico sono questioni per me non secondarie. Insomma dico quelle cose che leggerete nel modo in cui le potete leggere perchè si dà senso al proprio incarico (e si dà così onore al proprio lavoro) rendendogli l'omaggio di parole adeguate.




RENDICONTO DI TRE ANNI

Spettabile Direttore, Spettabili Componenti del Consiglio Accademico, ho fatto pervenire nei giorni scorsi al Direttore e al Consiglio Accademico, secondo le modalità stabilite dal Consiglio Accademico stesso, la mia disponibilità a essere inserito nella terna da trasmettere al Ministro per la nomina all’incarico di Presidente del Conservatorio di Frosinone.
L’ho fatto con convinzione, nell’attesa fiduciosa di una conferma, perché ritengo che il lavoro di questi tre anni – che ho svolto, in assoluta condivisione con il Direttore D’Antò, con la collaborazione di tutti e accompagnato da una cordialità e stima che ho avvertite fin dall’esordio nella prima assemblea dei docenti cui ho preso parte – sia stato intenso, abbia prodotto effetti positivi e sia meritevole perciò d’essere completato assicurando quella continuità che agevolerebbe il raggiungimento di tutti gli obiettivi fissati e proposti dagli organi di governo del Conservatorio.

SPERO NON SIA UN COMMIATO
Lo posso dire con soddisfazione, sicuro di non contravvenire a quel senso della misura e della sobrietà che deve ispirare sempre il comportamento di tutti, e in special modo di chi ha il privilegio di ricoprire una funzione pubblica di rilievo, che – nel mio caso – è stata quella di garantire, da Presidente del nostro Istituto, le condizioni perché nella nostra provincia, e non solo, migliorasse e si ampliasse il sistema dell’istruzione musicale pubblica assecondando il rilancio del Conservatorio, che è avvenuto grazie all’attività e alle iniziative del Direttore, del Consiglio Accademico, del Consiglio di Amministrazione e di tutti i Docenti; e al quale hanno contribuito con dedizione tutti i nostri dipendenti.
Se da un canto mi auguro che non sia ancora arrivato il momento del commiato, è certamente questa però l’occasione per un rapido rendiconto del mio operato in questo triennio. Non intendo farlo nel dettaglio, non solo per non abusare del vostro tempo, ma anche perché ho tentato, partecipando alle riunioni più importanti del Consiglio Accademico e a tutte le assemblee del Collegio dei Docenti, di informare periodicamente di tutte le nostre decisioni, di tutte le attività, dei risultati raggiunti, delle difficoltà incontrate, come anche, quando ve ne siano stati, degli scostamenti – e del perché – rispetto ai nostri proponimenti.
Di tutto resta comunque traccia nelle mie relazioni ai bilanci di previsione e consuntivi, così come in diverse delibere e nel Documento strategico approvati, su mia proposta, dal Consiglio di Amministrazione.
Nel primo Collegio dei Docenti, a metà del giugno 2007, dichiarai che avrei cercato di essere “un facilitatore” dell’azione programmata dal Consiglio Accademico e voluta dai Docenti. Sintetizzai anche – con una certa dose di ottimismo e, me ne accorgo oggi, di spavalderia – gli obiettivi che mi ripromettevo di realizzare in quattro punti, desumendoli da delibere del Consiglio Accademico e del Consiglio di Amministrazione, assunte ma rimaste da tempo inattuate: la garanzia della sicurezza dell’edificio per eliminare i rischi per le persone e le cose che erano stati più volte segnalati, senza che se ne fosse mai avuto riscontro operativo per rimuoverli, dal nostro responsabile della sicurezza; la realizzazione del Centro di registrazione e produzione audiovisiva; la costituzione dell’Orchestra; la riattivazione del Piano Acquisti, da lungo tempo fermo nonostante i puntuali aggiornamenti ne dimostrassero l’urgenza e la necessità.

NON PIU' AVANZI MA INVESTIMENTI
C’erano le condizioni finanziarie per operare; il nostro bilancio, infatti, alimentato per una buona parte dal contributo didattico degli studenti, presentava l’accumulo di un notevole avanzo di amministrazione che mi sembrò davvero colpevole, sia perché era una clamorosa denuncia di investimenti che si sarebbero potuti fare e non erano stati fatti, sia perché era la plastica rappresentazione di un nostro debito nei confronti degli studenti e delle loro famiglie in termini di servizi e dotazioni non resi o lesinati. Non mi sfuggiva, peraltro, che questa anomalia del nostro bilancio (condivisa con altre Istituzioni AFAM) avrebbe portato il Ministero a decidere una riduzione dei trasferimenti al nostro Conservatorio con l’inoppugnabile motivazione che, se non fossimo stati in grado di utilizzare i fondi disponibili, avremmo potuto almeno impiegarli per le normali spese di funzionamento.
A distanza di tre anni, proprio quando il Ministero comunica la riduzione dei trasferimenti, tanto più drastica per le Istituzioni provviste di consistenti avanzi, noi possiamo dire di aver realizzato gran parte degli investimenti che ci eravamo prefissi e di aver quasi del tutto azzerato, impegnandolo o vincolandolo, l’avanzo “disponibile”. Parte di esso è stato destinato ai quattro obiettivi della mia prima relazione al Collegio dei Docenti: per la sicurezza, con il risultato che abbiamo rimosso le situazioni di pericolo segnalateci – grazie anche a un contributo straordinario per il rifacimento delle controsoffìttature e del sistema di climatizzazione della Direzione Generale (che aveva fondi disponibili, ma che da
noi nessuno aveva pensato di interpellare, mentre altri Conservatori avevano ricevuto finanziamenti notevoli per bonificare e recuperare le loro strutture) –; per il CRPA, che abbiamo realizzato, prima intervenendo sulle strutture e poi procedendo all’acquisto dei macchinari, la cui installazione si sta concludendo in questi giorni; per l’Orchestra, progettata al servizio della nostra attività didattica, ma anche per la produzione artistica rivolta all’esterno (la stagione ha avuto il suo culmine nel Concerto di Natale dell’Ara Coeli), che ha avuto il suo battesimo nel febbraio dello scorso anno e oggi, pur con la difficoltà di minori risorse finanziarie, sta per iniziare la sua attività del 2010; per il Piano Acquisti, che è stato riattivato con investimenti – parte dei quali finanziati dal Ministero su nostra richiesta – utilizzati per l’acquisizione di nuovi strumenti (pianoforti, clavicordo, fortepiano ecc.) e con impegni assunti in bilancio per nuovi acquisti (l’organo, la cui fabbricazione è stata già commissionata). In più abbiamo accantonato una riserva per la trasformazione della Palestra della scuola media annessa in Piccolo Auditorium. Una quota dell’avanzo è inoltre servita per finanziare una coda contrattuale (nel 2007-2008) derivante da impegni del Conservatorio nei confronti del personale non docente, attesi da due anni e fino a quel momento inevasi; un'altra parte, infine, è stata destinata all’attività istituzionale in modo da non depauperare il Fondo di istituto, pregiudicando la qualità della nostra offerta formativa. Non è fuori luogo sottolineare, a proposito di attività e spese istituzionali, che l’Orchestra è stata oggi istituita investendo, prevalentemente sui nostri docenti e studenti, una cifra inferiore a quella che era stata destinata per anni a un’associazione esterna fornitrice di un service: in quel caso davvero impiegando in modo sbagliato – e molto discutibile anche dal punto di vista della legittimità – risorse distolte da finalità formative. Non era sembrato a nessuno alquanto assurdo che un Conservatorio avesse bisogno di ricorrere all’esterno per istruire alla Direzione d’orchestra i suoi studenti, senza preoccuparsi di dare un'occasione e un palcoscenico per misurarsi ai suoi migliori allievi?

IL NOSTRO PICCOLO AUDITORIUM
Il risultato più rilevante raggiunto, comunque, non stava nei documenti del Conservatorio, né nei quattro punti di quella mia prima relazione al Collegio dei Docenti, ma è nato dall’esigenza, affermata con forza dal Direttore D’Antò, di dotare il Conservatorio di una sala che rendesse merito alla qualità artistica dei nostri Docenti e degli allievi più meritevoli, ricavandola dalla trasformazione della vecchia e inutilizzata palestra della scuola media annessa. Siamo partiti ritenendo che fosse sufficiente una risistemazione della pavimentazione devastata da un’alluvione, ma abbiamo capito subito che un semplice, per quanto accurato, rifacimento non sarebbe stato all’altezza delle necessità strutturali (mancanza di uscite di sicurezza) e delle giuste ambizioni del Conservatorio. Abbiamo perciò pensato a un Piccolo Auditorium e richiesto, sulla base di un progetto messoci a disposizione gratuitamente dallo studio che stava in quel momento curando la progettazione e l’esecuzione del CRPA, un finanziamento ministeriale, supponendo l’esistenza di residui per le opere edilizie in dotazione dell’AFAM, e – grazie all’attenzione e sensibilità stituzionali del Direttore Generale – lo abbiamo ottenuto, in una misura sufficiente perché, insieme con l’impegno finanziario concorrente del Comune di Frosinone (con il quale abbiamo stipulato un Protocollo di intesa che ha coinvolto anche l’Amministrazione Provinciale), fosse possibile avviare le fasi della realizzazione. Oggi, lo studio di progettazione prescelto con una gara pubblica sta ultimando il progetto preliminare, elaborato sulla base delle indicazioni contenute in un documento di indirizzo prodotto dal Consiglio Accademico; si potrà poi passare al progetto definitivo e alla gara per il progetto esecutivo e per l’affidamento dei lavori. Non è temerario prevedere che nel corso del prossimo anno accademico il primo lotto funzionale dell’opera sarà realizzato, mentre già nelle prossime settimane chiederemo al Ministero un nuovo finanziamento per completare nella maniera più adeguata la dotazione delle attrezzature e degli arredi, anche se – nell'attesa – l’attività concertistica e teatrale del Piccolo Auditorium potrà comunque muovere i primi passi.

IL DIRITTO ALLO STUDIO E L'ORCHESTRA
L’attenzione posta alla realizzazione di strutture ha cercato di rispondere all’obiettivo di arricchire le possibilità di offerta formativa dei nostri studenti, muovendoci nel segno della riforma del 1999 e della collocazione degli studi musicali nella fascia dell’istruzione universitaria. Per questo, tra i primi
provvedimenti adottati, abbiamo aderito al sistema del diritto di studio universitario instaurando un rapporto con la sede di Cassino dell’Agenzia Regionale (Laziodisu). Nel giro di due anni abbiamo così garantito una serie di prestazioni e di servizi connessi al godimento del diritto allo studio: le borse di studio (le ricevono annualmente una media di 20 studenti del Conservatorio, che vengono esonerati conseguentemente anche dal contributo didattico), gli assegni di studio e le facilitazioni per la mobilità, la mensa (siamo riusciti a far stipulare una convenzione con i gestori del bar interno) con tariffe agevolate secondo le fasce di reddito. Agli studenti è stato chiesto il pagamento di una tassa aggiuntiva (metà della quale nei fatti coperta dal Conservatorio, che ha stabilito una riduzione del contributo didattico del nuovo ordinamento), ma già da oggi, facendo un calcolo sia pure approssimativo di quanto il Conservatorio versa a Laziodisu con le tasse degli studenti e quanto ne ricava in termini di prestazioni e servizi per gli studenti stessi, possiamo concludere che il bilancio è per noi ampiamente in attivo. In questi tre anni penso di poter affermare senza tema di smentita che un investimento vero è stato fatto nei confronti dei nostri studenti, e non solo per quanto attiene al diritto allo studio universitario: abbiamo istituito e assegnato borse di studio per la partecipazione alle attività del Conservatorio e dell’Orchestra, abbiamo favorito – anche con contributi dal nostro bilancio – l’ampliamento dell’attività Erasmus e degli scambi internazionali, con la partecipazione a iniziative che vedono in prima fila i nostri studenti e i nostri Docenti. La nostra adesione alla Fondazione dei Talenti (nata per iniziativa dell’Unione industriali di Frosinone e di cui facciamo parte insieme con l’Università di Cassino e l’Accademia di Belle Arti) ha permesso a due nostre allieve di poter coprire una quota delle spese sostenute per master compiuti all’estero. I nostri studenti che superano gli esami con elevate votazioni vengono segnalati e premiati dalla Banca Popolare del Frusinate e dal Rotary Club, con il quale il personale prodigarsi del Direttore è riuscito a costruire un rapporto profìcuo di collaborazione. L’ultimo progetto al quale abbiamo lavorato è quello relativo all’espletamento del servizio civile nel Conservatorio, per supportare la realizzazione della schedatura informatica della biblioteca, per il quale attendiamo l’approvazione e il finanziamento regionale.

LA PRODUZIONE ARTISTICA
Il Consiglio di Amministrazione ha assicurato l’attuazione di una qualificata attività di produzione artistica, secondo le indicazioni della riforma, le regole dell’autonomia, l’interesse e le necessità dei Docenti e degli studenti, i bisogni del nostro territorio tradizionalmente povero di offerte artistiche di livello. Confesso di non aver mai capito fino in fondo taluni malumori che questa nostra scelta, ispirata dalla lungimiranza della Direzione, che ha intrapreso un percorso per assicurare visibilità e prestigio al Conservatorio, anche in vista del processo di razionalizzazione e di riduzione delle Istituzioni, ha determinato e che sono stati espressi in qualche occasione, e con maggiore intensità nelle ultime settimane. I progetti che abbiamo esaminato, sostenuto e realizzato si sono avvalsi tutti di contributi finanziari esterni, lasciando al bilancio del Conservatorio quanto era giusto e possibile che attraverso di esso venisse finanziato. L’opera multimediale per il centenario del Manifesto futurista (patrocinata dalla nostra Direzione Generale) ha ricevuto il contributo della legge regionale per le attività culturali (che, è bene sottolinearlo, finanzia eventi che abbiano una loro valenza multipla e una ricaduta sul territorio su diversi piani) e la sponsorizzazione di alcune delle aziende più grandi e innovative operanti nella nostra provincia; le settimane della contemporaneità, all’interno delle quali si sono sviluppate anche le doverose celebrazioni della ricorrenza della morte di Daniele Paris, Maestro fondatore del Conservatorio, hanno ricevuto il contributo di Laziodisu; i concerti dell’Orchestra e l’opera lirica Le Nozze di Figaro, rappresentata al Teatro di Fiuggi, hanno ricevuto il contributo della Banca Popolare del Frusinate e dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone. Siamo riusciti, perciò, ad assicurare mezzi finanziari aggiuntivi per attività che, seguendo le indicazioni della riforma del 1999, rientrano nei nostri fini istituzionali e che hanno consentito di mostrare a tutti l’alta qualità del talento custodito dal “Licinio Refice”. L’unica manifestazione senza sponsorizzazioni dirette è stata programmata per i concerti in Prefettura, sollecitati da un grande Prefetto che ha messo a nostra disposizione il salone del Palazzo del Governo, permettendoci di creare un pubblico di appassionati che ci ha seguito durante l’intero arco delle due stagioni in cui abbiamo svolto la manifestazione. Un pubblico che ritroveremo nel nostro Piccolo Auditorium e che forse qualche vantaggio economico sta già assicurandoci, se è vero che da uno degli spettatori più assidui, consulente commerciale, è partita un’autonoma campagna per la devoluzione del 5 per mille al “Licinio Refìce”.

NON TUTTO E' STATO REALIZZATO
C’è bisogno di dire che non tutto ciò che era necessario – e che avrei e avreste voluto – è stato realizzato? Non abbiamo sistemato la Biblioteca, facendone lo snodo vitale essenziale della nostra comunità di studio; non abbiamo un nuovo sito internet, provvisto di tutte le funzioni di servizio oltre che di comunicazione e informazione, indispensabile per farci conoscere e facilitare il contatto con noi e tra di noi (abbiamo appena incaricato di progettarlo la cattedra di grafica web dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone); non tutti gli strumenti e le attrezzature richiesti per migliorare la vita di studio e di lavoro nel Conservatorio sono stati acquisiti, a volte solo per difficoltà amministrative nell’istruire le gare pubbliche secondo le modalità un po’ “barocche” dettate dal nostro Regolamento di contabilità. Nelle relazioni sindacali, punto essenziale per valorizzare e riconoscere l’impegno di lavoro di Docenti e non docenti, abbiamo compiuto grandi passi in avanti: quando sono entrato in carica ho trovato un contratto integrativo di Istituto scaduto da tempo e ho cercato di stabilire con precisione le fasi della contrattazione interna per concluderla entro i tempi giusti per assicurare efficacia alle sue determinazioni. Non sono stati, evidentemente, sufficienti se ancora quest’anno – e per le ragioni da me ricordate nel Collegio dei Docenti dello scorso 19 febbraio – abbiamo avuto un ritardo nella liquidazione del Fondo di Istituto. La riorganizzazione degli uffici e del lavoro del personale amministrativo e dei collaboratori non è stata realizzata con la risolutezza necessaria per creare le condizioni migliori per le quali ciascuno possa dare il meglio di sé. Di tutto questo sicuramente il Presidente porta non la responsabilità operativa ma quella politica. Tali limiti sono stati peraltro segnalati al Nucleo di valutazione (altro organo essenziale che fino a due anni fa era costituito solo sulla carta e che, rinnovato, adesso opera con piena potestà, anche per la qualità professionale dei componenti) e sono perciò presenti al Consiglio di Amministrazione che li ha già posti in cima alle sue priorità, come si può leggere nel documento di indirizzo per il bilancio 2010, approvato il 15 settembre 2009.
Un’ultima notazione intendo riservarla alla situazione amministrativa e contabile del Conservatorio.

MENO RISORSE DALLO STATO PIU' TERRITORIO
In queste settimane stiamo cercando di colmare un ritardo nella predisposizione e approvazione dei documenti di bilancio. Non abbiamo ancora approvato il bilancio di previsione 2010 (nonostante la tempestività delle Linee Guida) per la giusta esigenza della nuova responsabile dell’ufficio di Ragioneria di prendere conoscenza diretta della nostra contabilità, accertandone l’attendibilità. Ma l’approvazione non è ancora avvenuta, costringendoci a utilizzare l’esercizio provvisorio che comporta l’impossibilità di prendere impegni al di fuori dei cosiddetti dodicesimi (è questo il motivo per cui il Direttore non può – fino ad approvazione di bilancio – sottoscrivere contratti di insegnamento per l’intera durata dell’anno accademico), soprattutto per la grande incertezza sui contenuti del nuovo contratto nazionale dell’AFAM che dovrebbe essere firmato nelle prossime settimane.
L’incertezza è intanto accresciuta dalla comunicazione del taglio del 50 per cento del Fondo di Istituto derivante da trasferimento ministeriale; un taglio che nessuno sa dirci con sicurezza se e in che misura verrà compensato. La mancata risposta a questa domanda (della quale ho investito anche la Conferenza nazionale dei Presidenti di Conservatorio di cui faccio parte) rende instabili le previsioni del bilancio, privandolo di risorse essenziali per il suo equilibrio. Siamo stati costretti, pertanto, a predisporre un documento di bilancio, che invieremo nei prossimi giorni al Collegio dei revisori per il necessario parere di compatibilità, con alcuni punti ancora aperti, riservandoci di intervenire con le modifiche del caso non appena il quadro si chiarirà. Non posso però nascondere il timore che le ristrettezze finanziarie di cui saremo vittime, al pari di tutte le Istituzioni AFAM, ci porteranno ad apportare modifiche ai nostri programmi. Dovremo perciò cercare risorse nuove che ci diano modo di finanziare la nostra offerta formativa e i nostri progetti di produzione artistica: questo sarà possibile se allargheremo la rete dei nostri rapporti, il legame con il nostro territorio e con tutte le sue realtà economiche, sociali, culturali e istituzionali più vitali. Il Presidente di un Conservatorio, come è nello spirito di una legge a mio giudizio molto saggia, ha il compito di essere al servizio di molti: di chi rappresenta le istanze e la programmazione didattica perché gli obiettivi definiti possano attuarsi; delle diverse componenti interne, perché possano trovare risposta alle loro necessità di studio e di lavoro; della comunità più ampia e dello Stato perché le finalità assegnate all’Istituzione trovino solerte esecuzione. Ma il compito più importante – quello che sta davanti a tutti gli altri, perché tutti li comprende – è di evitare che un’Istituzione che vive bene se si alimenta delle tensioni, delle speranze, del lavoro di un intero territorio, ricada su se stessa, si richiuda nella tranquillità del già visto, del già fatto, del già conosciuto: che molto spesso altro non è che la grande madre dell’inerzia, frutto della nostra pigrizia e della nostra paura di rimetterci in discussione. Può succedere, anche con le migliori intenzioni, a tutte le Istituzioni che hanno sempre qualche regola dietro cui nascondersi e fermarsi. Se, dunque, è questo il compito – e questo in ogni caso è il dovere che ho sentito fin dal momento della mia nomina –, credo di averlo perseguito con completa dedizione e onestà. Di ciò spero che – qualunque sia la vostra valutazione sulla mia dichiarazione di disponibilità ad essere inserito nella terna, da cui il Ministro sceglierà il prossimo Presidente del Conservatorio Licinio Refice – vogliate, nella Vostra cortesia, darmi atto.

Come epigrafe ho apposto:
"Giornata magnifica. Ho corso come il vento. Colazione fresca e deliziosa con un'insalata al Café de Chartres. Da lì a Saint Eustache, baccano abominevole; da lì a casa mia, quaranta pagine di Smith; da lì al Conservatorio, musica piacevole, ci ritornerò".
E' tratta dal diario parigino di Stendhal.

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Di Tarcisio Tarquini il 18/04/2010 alle 13:24



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