04/06/2010
Il Tar e gli abbonamenti postali
Mi arriva la notizia che il Tar del Lazio ha rigettato la richiesta di sospensiva del nostro (di Edit Coop, Carta e Il Salvagente, con l’assistenza legale di Mediacoop) ricorso contro il decreto interministeriale che ha cancellato le tariffe postali agevolate per i giornali. Il giudizio di merito ci sarà più in là (tra tre mesi, un anno, due anni?), il tribunale ha considerato che manca o il “fumus boni iuris” o il “periculum in mora”.
Il nostro ricorso, dunque, non avrebbe dimostrato con sufficiente chiarezza che alcune aziende chiuderanno per effetto degli aumenti postali. Certo, questi da soli non ce la faranno a farci chiudere; questi, insieme con tutto il resto che sta avvenendo nel settore, c’è da scommettere che una buona botta in quella direzione riusciranno a darla. Stiano, comunque, tranquilli i giudici amministrativi che argomentano in punto di diritto sui nostri bilanci, diventati non solo l’entità più incerta che esista (il finanziamento pubblico la cui consistenza si conosce solo a consuntivo, le tariffe che oscillano secondo gli improvvisi e proditori divisamenti di poste e governo) ma anche la più inutile per finalità di programmazione; stiano tranquilli e se la prendano comoda per sentenziare sul merito. Magari, quando arriverà il momento, sarà venuto meno, per morte del ricorrente, il motivo del ricorso.
Per quanto riguarda il fumus mi pareva ci fosse, se con un decreto interministeriale si è modificata una legge. Ma è per la supposta mancanza del periculum in mora che c’è da farsi venire i brividi. Il giudice, infatti, se questo è quanto ha rilevato, ritiene che non determini un danno irrimediabile per le aziende editoriali – e in modo particolare le più piccole i cui conti sono fragili per ragioni ripetutamente denunciate - né il raddoppio delle tariffe, né il fatto che esse siano state raddoppiate dalla sera alla mattina, né che ciò sia stato deciso ad anno in corso e con abbonamenti già realizzati a un prezzo che non aveva potuto prevedere un aggravio postale tanto rilevante, né che i budget ormai definiti impediscano di assorbire con entrate compensative uscite impreviste tanto consistenti.
Di Tarcisio Tarquini il 04/06/2010 alle 22:05
