29/01/2010
La questione della democrazia, in un articolo di Alessandro Coppola
Invio un frettoloso e quasi notturno post ad Alessandro Coppola che ha scritto per Rassegna.it un articolo molto bello, un contributo serio al rinnovamento del discorso pubblico del nostro paese (www.rassegna.it/articoli/2010/01/29/57661/come-impedire-unaltra-favara).
Coppola propone interventi per migliorare la domanda, per aiutare la formazione democratica, civile, dei cittadini. E’ un tema su cui insistere, da non lasciar cadere.
Può essere utile l’affermazione di una cultura dell’accountability, il rinvigorimento della cultura e della pratica della responsabilità sociale (che non riguarda solo le imprese, ma tutte le organizzazioni fino alle singole persone), l’espansione della cultura della rendicontazione sociale che ha la sua prima finalità nella formazione di un cittadino consapevole, in grado di valutare e decidere perché pienamente informato.
E’ interessante l’idea di varare un programma di azioni tendente ad arricchire il capitale sociale delle nostre città; qualcosa, forse, si sta già facendo là dove si stanno sperimentando istituti di democrazia partecipativa.
Ma l’analisi di Coppola merita discussioni, approfondimenti, esempi. Ci torneremo su, con altri post.
Il nostro problema, il problema italiano, non è solo quello di chi offre politica; è anche, e forse ancora di più, di chi domanda politica. Si può avere buona politica se ci sono cittadini che la pretendono, che sono esigenti nei loro diritti perché consapevoli dei loro doveri.
Coppola propone interventi per migliorare la domanda, per aiutare la formazione democratica, civile, dei cittadini. E’ un tema su cui insistere, da non lasciar cadere.
Può essere utile l’affermazione di una cultura dell’accountability, il rinvigorimento della cultura e della pratica della responsabilità sociale (che non riguarda solo le imprese, ma tutte le organizzazioni fino alle singole persone), l’espansione della cultura della rendicontazione sociale che ha la sua prima finalità nella formazione di un cittadino consapevole, in grado di valutare e decidere perché pienamente informato.
E’ interessante l’idea di varare un programma di azioni tendente ad arricchire il capitale sociale delle nostre città; qualcosa, forse, si sta già facendo là dove si stanno sperimentando istituti di democrazia partecipativa.
Ma l’analisi di Coppola merita discussioni, approfondimenti, esempi. Ci torneremo su, con altri post.
Di Tarcisio Tarquini il 29/01/2010 alle 23:43
