01/07/2010

Lettera di un giornalista a un lettore

In una lettera aperta ai giornalisti, un lettore di Rassegna.it propone alcune battaglie per la libertà di informazione, oltre la mobilitazione contro la legge-bavaglio.

Egli contesta anche in nome del libero mercato i “finanziamenti” ai giornali e auspica la rinuncia a ogni provvidenza di tipo economico, perché gli unici finanziatori – giudici del successo o dell’insuccesso della pubblicazione – siano i lettori.
 

Penso che questo nostro compagno di community trascuri un fatto decisivo, e cioè che oggi nel bilancio di una casa editrice che pubblica giornali la voce ricavi dalle vendite sia più o meno la metà dei ricavi generali, mentre l’altra metà è data dalla pubblicità che, non si avrà difficoltà ad ammetterlo, non sempre punta sulla qualità e non sempre trascura considerazioni di carattere politico per decidere i media su cui investire.

Il contributo pubblico all’editoria che non riesce a far quadrare i conti per insufficienza delle entrate pubblicitarie è una sorta di riparazione, di riequilibrio fondato sulla ragione che, nell’informazione prima di tutto, il pluralismo è una garanzia per i cittadini, come peraltro si vede anche nelle vicende di questi giorni.

Sono d’accordo – e lo dico in ogni sede da tempo – che il nesso tra la disparità di accesso al mercato pubblicitario e il finanziamento pubblico debba essere reso più evidente e che perciò dovrebbe essere proprio un prelievo sul fatturato pubblicitario ad alimentare il fondo dell’editoria. Allora da ridiscutere è il modo non la necessità di un sostegno, proprio per far sì che il mercato funzioni meglio e il mercato taroccato della pubblicità non faccia giustizia delle voci meno forti, non semplifichi con violenza un sistema che ha bisogno di tutte le voci.

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Inviato da Tarcisio Tarquini il 01/07/2010 alle 16:50



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sono perfettamente d'accordo con il lettore. va bene la pubblicita' che sostiene il'editore ma e' ora di finirla con il controllo della rete di stato ,tv di stato,oggi nn siamo in uno stato libero,siamo in dittatura , e' vietato scendere in piazza, e' vietato usare gli organi d'informazione per raccontare la verita',ci sono bavagli dappertutto..berlusconi ha capito bene come fare!!!!!!!!!gia' ha detto che la protesta degli aquilani scesi in piazza ieri e' strumentalizzatA...E' UNA VERGOGNA!!!!!E' UN ALLARME..........NN POSSIAMO PIU' STARE ZITTI!!!!!!!!!l'italia e' libera e libera deve rimanere......ormai siamo stati consegnati nelle loro mani da imprenditori, camorre e mafie che lo hanno votato!!!!!!!!!AIUTO!!!!!!!!!!!!

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