14/12/2009

Aggressioni

All’inizio degli anni novanta ho ricoperto per poco meno di due anni l’incarico di vicesindaco della mia città (30 mila abitanti). Fu un periodo di grandi tensioni, perché la nuova giunta, nata da una spaccatura della Dc e orientata a sinistra come mai prima era avvenuto nella storia di quel comune, aveva dichiarato il dissesto di bilancio mettendo alla luce il cumulo dei debiti pregressi.
 
Tra i tanti affanni che accompagnarono quella difficile decisione, un giorno se ne aggiunse uno imprevisto. I carabinieri del posto segnalarono che uno squilibrato, che tenevano sotto controllo, andava da qualche tempo proclamando che avrebbe “fatto la pelle” a me, al sindaco e all’assessore alle finanze. Non trascuravano il pericolo e perciò avevano deciso di avvertirci.

Avevo dimenticato questo episodio, me lo ha fatto tornare in mente qualche settimana fa l’assessore minacciato con me, ragionando sull’avversione (come del resto anche l’attrazione) che può catalizzare su di sé una persona che abbia un ruolo pubblico e si esponga perciò ai contrastanti sentimenti di chi ritiene, e magari è convinto, di poterne essere danneggiato (o avvantaggiato). Capita anche a uomini pubblici dal modesto potere, come può essere il vicesindaco di un centro medio-piccolo, è del tutto scontato possa capitare (sorveglianza permettendo) a chi il potere lo ha davvero, come il primo ministro di un grande paese.
Nell’aggressione a Berlusconi di ieri, visto anche il profilo psichiatrico dell’aggressore e le notizie che si hanno finora di lui e del suo gesto, mi sembra che ci sia questo o poco più. Non credo, cioè, che c’entri né il clima di odio persecutorio denunciato dal centrodestra né l’esasperazione sociale a cui si richiamano Di Pietro e i suoi fans. Un atto di follia trova sempre la sua ragione ma non è detto che sia quella la spiegazione.

È successo altre volte, qualche volta con maggiore, altre volte con minore violenza di ieri.
Vi ricordate Fanfani? Il controverso (e chi non lo è?) leader democristiano fu più fortunato, una ventina di anni fa: un aggressore gli dette una energica tirata di orecchi, come si sarebbe fatto con un discolo. E la cosa finì lì.

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Di Tarcisio Tarquini il 14/12/2009 alle 14:01



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