24/11/2009

Assessori sbrigafaccende

Stamattina, Repubblica (articolo di Jenner Meletti) parla dell’assessore alle piccole cose del comune di Chiaverano, un paese di 2.500 abitanti “all’imbocco della Valle d’Aosta”. L’assessore si occupa dei piccoli problemi della comunità (la ghiaia sui viottoli, un prato da pulire, il ciglio di una strada da liberare dai rovi), ma qualche volta mette il naso in faccende meno piccole (la rateizzazione del pagamento di una tariffa, l’incremento della raccolta differenziata).
 
 
Nei piccoli comuni, dove spesso mancano uffici tecnici e addetti alle manutenzioni, l’assessore è un tipo alla Wolf di Pulp fiction, risolve problemi.
Ne ho conosciuti molti di assessori tuttofare, e anche in centri più grandi di Chiaverano; qualche volta – non è con tutta evidenza il caso del paese valdostano - erano loro stessi i sabotatori della “macchina” comunale, le cui insufficienze servivano a giustificare un attivismo orientato a produrre modeste clientele. Altre volte colmavano carenze di organico e di senso di responsabilità di dirigenti e dipendenti: in questo senso, perciò, svolgevano una funzione sostitutiva importante per mantenere una parvenza di presenza dell’istituzione a livello locale e all’altezza degli assilli quotidiani dei cittadini.

Ce ne era uno, nella mia città, a novanta chilometri da Roma, che - oltre a recapitare a domicilio ai propri elettori stati di famiglia e altri certificati - arrivava al punto di accompagnare gli abitanti della sua contrada alle visite mediche nella capitale o anche a Milano, offrendo di suo (in realtà c’era sempre dietro di lui qualche capocorrente che provvedeva a rimborsare) viaggio e pranzo. Era democristiano, adesso è assessore provinciale di Forza Italia; il primo segno della sua trasformazione è stato il cambio del taglio di capelli che ha aggiustato rendendoli più vaporosi, come se il salto di status avesse funzionato da frullatore facendoli montare. Finché era uno sbrigafaccende riusciva a intenerire, adesso mette paura perché provoca danni con la stessa finta innocenza di prima.

Nel comune di Frosinone, invece, di cose piccole e meno piccole non si occupavano gli assessori, ci pensava direttamente l’ufficio manutenzione il cui dirigente liquidava fatture sostanziose per lavori mai effettuati: la ditta (connivente) presentava il conto, l’assessore – nel periodo incriminato appartenente a una coalizione di centrosinistra - impegnato nelle grandi cose non guardava le piccole (né gli veniva – allo stato attuale delle indagini – il dubbio che tanta operosità contrastasse con insoddisfazione e proteste dei cittadini), il geometra vistava, la ragioneria liquidava. Il seguito lo scopriremo nelle prossime settimane.

TAG
sbrigafaccende piccole cose pulp fiction wolf chiavarano assessore la repubblica

PERMALINK
http://rendiamociconto.blog.rassegna.it/2009/11/24/283-assessori-sbrigafaccende/

Di Tarcisio Tarquini il 24/11/2009 alle 13:08



Leggi i commenti

1
Caro Tarcisio, leggendo l'articolo della Meletti ho avuto i tuoi stessi pensieri e riferimenti...
P.S.: ho il feed del tuo blog sul telefonino da qualche giorno per non perdermi proprio nulla! A presto e buon Lavoro

Scrivi un commento


/1000







Il commento sara' pubblicato dopo la moderazione.

  • dai blog