
“Bocchi sbadigliò. Poi gli prese la mano. – Allora non hai capito. Il tempo delle figure di merda è finito, morto, sepolto. Se n’è andato per sempre con il vecchio millennio. Le figure di merda non esistono più, si sono estinte come le lucciole. Nessuno le fa più, tranne te, nella tua testa. (…) Quelle che tu chiami figure di merda sono sprazzi di splendore mediatico che danno lustro al personaggio e che ti rendono più umano e simpatico. Se non esistono più regole etiche ed estetiche le figure di merda decadono di conseguenza”.
Riflessione sull’Italia (o sul mondo) di oggi, nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti
Che la festa cominci (Einaudi).
Nella foto, la copertina dell'edizione einaudiana di Branchie, libro d'esordio di Ammaniti che lo pubblicò con l'Ediesse
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Di Tarcisio Tarquini il 18/11/2009 alle 08:36