23/09/2009
Due minuti di silenzio
Oggi due morti sul lavoro, uno a Brescia l’altro, marocchino, ad Arco in Trentino ; un terzo operaio non si sa se ce la farà. Ieri i funerali privati dei sei militari uccisi in Afghanistan.
Propongo due minuti di silenzio, uno per i morti di oggi, uno per i morti sotterrati ieri.
Una poesia di Luigi Di Ruscio, poeta operaio che vive, lavora e scrive da mezzo secolo in Norvegia. Racconta di un incidente sul lavoro. Finisce bene, con un’acrobazia gioiosa. Sia così, sempre e per tutti.
ieri è crollata di schianto la gru l’elevatrice
ognuno sparì dietro quella grande polvere
uno spezzarsi improvviso dei materiali si spezza
in piena notte la botta il guidatore vidi in un salto salvarsi
prima che la grande polvere si alzasse vidi quel salto
l’acrobata trovò un filo teso in un punto giusto implacabile
corse per tutta la linea del reparto scintilla di fili elettrici toccati
brucerà la grande valvola aspettare che la grande valvola bruci
il capo reparto prese un libro
dove tutte le grandi cadute dovrebbero essere previste
basta un pugno di segatura per fermare tutto
(non potete prevedere tutto)
occorre un consenso totale
se basta un pugno di segatura per fermare tutto
iniziano le telefonate notturne
amori appena cominciati
svegliare tutti i capi riparatori
i sottocapi riparatori e quelli che riparano
vengono con le fiamme ossidriche intorno all’animale
intorno al crollo
correvano avanti e indietro intorno al cadavere
controllavano gli orologi
misuravano le vite spezzate di netto improvvisamente spezzate
(bolla d’aria)
quando viene il panico ogni uomo corre in avanti e indietro
basta un pugno di segatura per fermare tutto
una macchia d’olio la scorza di banana
il guidatore s’è salvato
e venne la gioia vederlo così appeso e felice
sotto di sé vedeva lo schianto tra le polveri
il corriere di moltiplicate scintille
la fiamma ossidrica buttava nel reparto grandi ombre mobilissime
così il sistema dovrebbe cadere di schianto
e noi appesi sui fili felici e salvi
in una grande polvere in un mare di scintille
fuochi fatui lucciole festive
di notte cupa parvenze
semi di un giorno felice
(Poesie operaie, Ediesse 2007, www.ediesseonline.it)
Propongo due minuti di silenzio, uno per i morti di oggi, uno per i morti sotterrati ieri.
ieri è crollata di schianto la gru l’elevatrice
ognuno sparì dietro quella grande polvere
uno spezzarsi improvviso dei materiali si spezza
in piena notte la botta il guidatore vidi in un salto salvarsi
prima che la grande polvere si alzasse vidi quel salto
l’acrobata trovò un filo teso in un punto giusto implacabile
corse per tutta la linea del reparto scintilla di fili elettrici toccati
brucerà la grande valvola aspettare che la grande valvola bruci
il capo reparto prese un libro
dove tutte le grandi cadute dovrebbero essere previste
basta un pugno di segatura per fermare tutto
(non potete prevedere tutto)
occorre un consenso totale
se basta un pugno di segatura per fermare tutto
iniziano le telefonate notturne
amori appena cominciati
svegliare tutti i capi riparatori
i sottocapi riparatori e quelli che riparano
vengono con le fiamme ossidriche intorno all’animale
intorno al crollo
correvano avanti e indietro intorno al cadavere
controllavano gli orologi
misuravano le vite spezzate di netto improvvisamente spezzate
(bolla d’aria)
quando viene il panico ogni uomo corre in avanti e indietro
basta un pugno di segatura per fermare tutto
una macchia d’olio la scorza di banana
il guidatore s’è salvato
e venne la gioia vederlo così appeso e felice
sotto di sé vedeva lo schianto tra le polveri
il corriere di moltiplicate scintille
la fiamma ossidrica buttava nel reparto grandi ombre mobilissime
così il sistema dovrebbe cadere di schianto
e noi appesi sui fili felici e salvi
in una grande polvere in un mare di scintille
fuochi fatui lucciole festive
di notte cupa parvenze
semi di un giorno felice
(Poesie operaie, Ediesse 2007, www.ediesseonline.it)
Di Tarcisio Tarquini il 23/09/2009 alle 15:36
