19/09/2009
A Trento, manifesto dell'editoria online
A Trento, raccontavo nel post di ieri, i giovani giornalisti e editori dell’online (raggruppati nell’Anso, Associazione Nazionale Stampa Online, www.anso.it) hanno presentato il manifesto per una nuova legge dell’editoria che tenga conto della loro esistenza. “L’informazione su internet anche in ambito locale – dicono – è ormai una realtà e la sua consultazione quotidiana per milioni di italiani rappresenta un’abitudine”. Occorre perciò che queste piccole aziende (si va da fatturati annuali di poche decine di migliaia di euro a mini-gruppi che arrivano fino a 700 mila) siano messe nelle condizioni di competere “sul mercato dell’informazione e della raccolta pubblicitaria”.
Arriva poi l’elenco delle richieste: aiuti pubblici all’editoria online che agisca “sulle spese per la locazione dei server, l’innovazione dei software, la sperimentazione di nuove tecnologie, la promozione”; sgravi fiscali per chi compra pubblicità sui quotidiani online, accesso alla pubblicità istituzionale.
Si tocca, infine, la questione delicata delle responsabilità. Il segno specifico dell’informazione online è, infatti, il coinvolgimento del lettore, la sua interazione con la redazione, l’acquisizione dei contenuti autoprodotti da chi legge e scambiati con la redazione ma anche con altri lettori. “Del resto – è stato ricordato – la partecipazione del lettore e il suo coinvolgimento nella notizia, rappresenta una delle missioni principali dell’editore online”. E allora quale deve essere la responsabilità dell’editore, o del direttore del quotidiano in rete? “Maggiore tutela e tendenziale deresponsabilizzazione dell’editore”, chiedono i giovani dell’Anso. Su questo punto, nessuno ha in tasca soluzioni che tengano conto in misura equilibrata di tutti gli interessi in campo. Non basta – forse - affidarsi alle capacità autocorrettive della rete, ma magari, inoltrandosi su questo sentiero di riflessione, si potrebbe arrivare a scoprire il senso e i compiti nuovi di essere giornalisti online (giornalisti e basta).
Non sfugge agli editori online che esiste un problema della qualità dell’informazione online (ma, sottolineano anche, con ottime ragioni, che non riguarda solo questa) e perciò dettano quali debbano essere “i requisiti fondamentali” dello status di quotidiano online: presenza di un direttore e registrazione nel registro della Stampa, produzioni di contenuti originali "che non costituiscano veicolo di promozione commerciale o personale”, aggiornamento costante nel corso della giornata, esclusione degli “aggregatori di notizie” e di quei siti che si limitano a ripubblicare su internet quanto è stato già pubblicato sulla carta stampata.
Arriva poi l’elenco delle richieste: aiuti pubblici all’editoria online che agisca “sulle spese per la locazione dei server, l’innovazione dei software, la sperimentazione di nuove tecnologie, la promozione”; sgravi fiscali per chi compra pubblicità sui quotidiani online, accesso alla pubblicità istituzionale.
Si tocca, infine, la questione delicata delle responsabilità. Il segno specifico dell’informazione online è, infatti, il coinvolgimento del lettore, la sua interazione con la redazione, l’acquisizione dei contenuti autoprodotti da chi legge e scambiati con la redazione ma anche con altri lettori. “Del resto – è stato ricordato – la partecipazione del lettore e il suo coinvolgimento nella notizia, rappresenta una delle missioni principali dell’editore online”. E allora quale deve essere la responsabilità dell’editore, o del direttore del quotidiano in rete? “Maggiore tutela e tendenziale deresponsabilizzazione dell’editore”, chiedono i giovani dell’Anso. Su questo punto, nessuno ha in tasca soluzioni che tengano conto in misura equilibrata di tutti gli interessi in campo. Non basta – forse - affidarsi alle capacità autocorrettive della rete, ma magari, inoltrandosi su questo sentiero di riflessione, si potrebbe arrivare a scoprire il senso e i compiti nuovi di essere giornalisti online (giornalisti e basta).
Di Tarcisio Tarquini il 19/09/2009 alle 09:31
