08/12/2009
Un risentimento del 1972
Al posto di questi, venne eletto, superando per un soffio il quorum e perciò con i voti determinanti del gruppo repubblicano, Giovanni Leone che si poté avvalere anche dell’aiuto della destra missina (all’epoca ancora fascista). Per spiegare, aggiungo, che Nenni era stato il più tenace combattente per la Repubblica nel referendum del 1946 e Giovanni Leone, “agnostico” di fronte alla scelta istituzionale, da avvocato qualche anno più tardi aveva difeso gli assassini mafiosi del sindacalista socialista Salvatore Carnevale e successivamente i responsabili della strage del Vajont dopo che, da presidente del Consiglio in carica all’epoca del disastro, aveva promesso giustizia ai superstiti. La sua elezione, perciò, equilibri politici a parte, non (mi) sembrava propriamente esemplare dal punto di vista di quei valori civili di cui si suppone dovesse (e debba) essere provvisto il più alto magistrato della Repubblica.
Nel 1972, ricordo, che si disse – ed era lampante – che il presidente preferito dalle sinistre sarebbe stato Moro, ma non ricordo sia stato mai rivelato un passaggio così determinante della vicenda.
Ho sempre apprezzato Mancini, da oggi lo guarderò però con un occhio diverso; e con un po’ di risentimento.
PS. Il libro di Finetti è ricco di informazioni e tesi interessanti che non concordano con la vulgata corrente. Ci tornerò in un prossimo post.
Di Tarcisio Tarquini il 08/12/2009 alle 23:55
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Mi ricordo da bambino a Ferrara , nella sede del PSI, l' inaugurazione di una lapide intitolata a Bruno Buozzi, sindacalista socialista ucciso alle Fosse Ardeatine, ero con mio padre ,socialista nenniano ed io, dodicenne, tenevo orgogliosamente in mano la bandiera della sezione PSI di Jolanda di Savoia, paesino del basso ferrarese. Oratore della commemorazione il grande compagno Pietro Nenni, mito di mio padre e quindi anche mio. Aveva un ' oratoria dirompente , una lucidita' incredibile nonostante fosse gia' vecchio : e' uno dei ricordi piu' vivi ed indimenticabili della mia fanciullezza. Occorrerebbero adesso politici di quella linearita' politica e di quella onesta' intellettuale per contrastare il berlusconismo immorale in cui viviamo.
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