07/06/2009
Divagazione per cittadini alle urne
In queste ore gli italiani votano. Per l’Europa (anche se con la mente rivolta ai fatti e fattacci di casa nostra) e per comuni e province. È il momento dei giudizi, delle valutazioni e poi delle decisioni. Ed è questo anche il momento dei bilanci sociali. Non so ancora – cercherò di saperlo nei prossimi giorni – quanti sindaci e presidenti di provincia abbiano fatto ricorso a questo strumento principe della rendicontazione sociale per presentare ai cittadini senso e risultati del loro operato, sollecitando così un consenso, o provocando un dissenso, informato e perciò consapevole.
È accaduto spesso nel passato più o meno recente che amministratori a fine mandato abbiano usato i bilanci sociali come mezzo di comunicazione, se non di vera e propria propaganda. Quest’uso abusivo spiega le diffidenze che talvolta accolgono la pubblicazione di questi documenti. In realtà non è difficile distinguere l’operazione di facciata (quella che Mario Viviani, in un libro fondamentale della disciplina – Lo Specchio magico – definiva l’effetto “statua equestre”) da un’azione seria di rendicontazione. Basta interrogarsi se l’amministrazione abbia tenuto un atteggiamento “accountable” (potremmo dire “rendicontante”) in tutto il periodo della sua attività e sia quindi arrivata al bilancio sociale come momento conclusivo di un processo e non con un atto estemporaneo e pretestuoso.
Comunicare è partire dal bisogno informativo di chi comunica, rendicontare è individuare le necessità informative del destinatario della rendicontazione (lo stakeholder) e dare esauriente risposta ad esse. Del resto, se si vuole fare comunicazione e marketing elettorale si hanno a disposizione mezzi più rapidi ed efficaci di un bilancio sociale. Rendicontare significa relazionare intorno al senso del proprio operato, gestire un rapporto di fiducia con il cittadino portatore di bisogni e diritti. Quel cittadino che è l’unico soggetto in grado di certificare la veridicità, la correttezza, la completezza dei contenuti della rendicontazione, come viene ormai riconosciuto e fatto nelle esperienze più mature che hanno prodotto i cosiddetti bilanci sociali partecipati.
Propongo ai lettori: segnalatemi i bilanci sociali dei vostri comuni e province e scopriamo insieme se sono cose serie o patacche.
Di Tarcisio Tarquini il 07/06/2009 alle 00:39
