27/01/2012

La musica della giornata della memoria

Nel giorno della Memoria, il Conservatorio di cui sono presidente – il Licinio Refice di Frosinone – ha presentato un suo programma “Voci e Musiche nella memoria” accettando il palcoscenico messo a disposizione dalla Questura di Frosinone che ha organizzato, chiamando a raccolta un pubblico di alcune centinaia di studenti delle scuole della provincia, una manifestazione in ricordo di Giovanni Palatucci, il questore di Fiume (nato a Montella in provincia di Avellino) che mise in salvo migliaia di ebrei e per questo venne internato a Dachau dove morì, a trentasei anni, nel 1945. [continua]

TAG questura di frosinone giorno della memoria quartetto per la fine dei tempi messiaen conservatorio licinio refice giovanni palatucci

ARCHIVIATO IN Diario dal Conservatorio

Di Tarcisio Tarquini il 27/01/2012 alle 17:21 | Non ci sono commenti

18/01/2012

Archivi sotto gli occhi

Passo da anni su via Piemonte, la strada che da Via 20 settembre porta a corso d'Italia dove ha sede la Cgil e che taglia via Boncompagni e via Sicilia: [continua]

TAG donne nella storia della cgil archivio luciano lama cenenario della cgil

ARCHIVIATO IN Memoria

Di Tarcisio Tarquini il 18/01/2012 alle 20:00 | C'e' un commento

10/01/2012

Contrappunto sulla violinista precaria


Ho letto con interesse l’articolo della violinista precaria che, a giudicare dai tanti commenti, ha suscitato in molti lettori interesse analogo al mio. [continua]

TAG violinista precaria progetto leonardo conservatorio licinio refice di frosinone

ARCHIVIATO IN Diario dal Conservatorio

Di Tarcisio Tarquini il 10/01/2012 alle 23:39 | Non ci sono commenti

10/12/2011

La versione di Emiliano

Questa mattina, ho partecipato alla presentazione del libro di Emiliano Sbaraglia, Il Bambino della spiaggia (Fanucci, pp. 165, 13 euro). [continua]

TAG emiliano sbaraglia lingua wolof niu fana ac diam martina toti radioarticolo1

ARCHIVIATO IN Letture

Di Tarcisio Tarquini il 10/12/2011 alle 17:19 | Non ci sono commenti

03/12/2011

Sciopero

Da tempo si discute sulla produttività delle forme di lotta del sindacato, nate tutte tra fine ottocento e novecento e perciò un po' affaticate dagli anni e dall'uso. [continua]

TAG yvan jean pierre sagnet assemblea dei delegati della cgil sciopero caporalato

ARCHIVIATO IN Comunicazione

Di Tarcisio Tarquini il 03/12/2011 alle 19:01 | Non ci sono commenti

25/11/2011

Bilanci sociali in Cgil

Con la buona compagnia di due esperti di rendicontazione sociale, Patrizio Di Nicola e Mario Viviani (il primo gran conoscitore, tra l'altro, della macchina organizzativa del sindacato e il secondo pioniere nel nostro paese degli studi sulla responsabilità sociale) si è tenuto qualche giorno fa (23 novembre) il seminario della Cgil nazionale sulle esperienze di bilanci sociali elaborati dalle strutture centrali (confederali e di categoria) e territoriali del sindacato. [continua]

TAG rendicontazione sociale responsabilità sociale bilancio sociale patrizio di nicola mario viviani

ARCHIVIATO IN Rendicontazione

Di Tarcisio Tarquini il 25/11/2011 alle 10:17 | Non ci sono commenti

24/11/2011

Populismi

Si è aperto questa mattina (24 novembre) il Forum organizzato dalla Rivista delle politiche sociali (diretta ottimamente da Maria Luisa Mirabile, edita con eleganza editoriale e grafica dall’Ediesse, sostenuta con lungimiranza politica dalla Cgil, da Spi e da Inca) sui populismi in Europa. Il Forum si tiene nel novembre di ogni anno e gli atti dei lavori vengono pubblicati sul primo numero della rivista dell’anno successivo; il tema, ovviamente, viene scelto diversi mesi prima: colpisce perciò l’attualità della discussione proposta in questa edizione, che nasce dalla capacità di leggere in profondità e tempestivamente quello che si muove all’interno della società italiana e la segna con traiettorie di lungo periodo.

Nella prima sessione (quella che ho seguito) sono emersi spunti originali che non passerebbero sotto silenzio se il discorso politico fosse nel nostro paese ancora capace di individuare i nodi veri da affrontare e si rifiutasse per un attimo di ridursi alle battute, agli slogan e agli aneddoti che contraddistinguono tanta parte delle argomentazioni che contrappongono i protagonisti dell’arena politico-mediatica.

Roberto Biorcio (Università di Milano Bicocca) ha parlato, per esempio, di un populismo che nel nostro paese nasce dal vuoto apertosi al centro con la fine della DC e successivamente spostatosi verso destra; un populismo dalla doppia matrice, da cui origina da una parte quello di marca leghista, che dal basso si dirige verso l’alto, e dall’altra quello che va nella direzione opposta (dall’alto verso il basso) che si riassume nel berlusconismo, fatalmente congiuntisi l’uno con l’altro a un punto del loro percorso per la forza di un’attrazione fatale, tutt’altro che episodica e tattica.
Michele Prospero (Università di Roma), un politologo che continua a confermarsi come uno degli studiosi più profondi e anticonformisti della politica italiana, ha suggerito una lettura fenomenologica del sistema politico del nostro paese degli ultimi decenni e ha individuato, almeno negli ultimi venti anni, un alternarsi di governi populisti e governi tecnici in un ciclo coerente il cui tratto di fondo è dato da una bassa qualità della guida politica: la politica che è la grande accusata per essersi staccata dal suo soggetto sociale e aver conseguentemente spalancato le porte alla sua sconfitta, che qualche volta prende le sembianze di Berlusconi e qualche altra di Ciampi, o Dini, o Monti.

Alfio Mastropaolo (Università di Torino) ha sintetizzato così l’effetto della frattura dentro cui è precipitata la società italiana e europea dopo la crisi della prospettiva socialista, anche nella versione più moderata, quella socialdemocratica: “Se in precedenza politica e economia erano in rotta di collisione, e la politica contrastava l’economia, e proteggeva la società dal mercato anche quando a governare erano i partiti conservatori, da allora la politica si è messa al servizio dell’economia e la società è rimasta indifesa”.
È davvero, come ha ipotizzato lo studioso torinese, un ciclo in via di esaurimento? Chissà. Forse qualcosa è arrivato davvero a un passo dalla parola fine, ma il danno prodotto è profondo.
Per Raimondo Catanzaro (Università di Bologna) la pratica della politica negli ultimi dieci anni si è volta “a negare la creazione di beni collettivi” distruggendo così “la fede pubblica e la fiducia nelle istituzioni”. E’ mancato il soggetto capace di “convertire” il capitale sociale di tipo relazionale (di cui ciascuno di noi ha una dotazione più o meno cospicua) in capitale sociale di tipo "istituzionale” e perciò la società italiana non ha potuto disporre “di una potente arma di mobilitazione collettiva” da opporre come antidoto alla sua crisi.

Ricostruire, dunque, è difficile; e le scelte e le pratiche che si stanno affermando in questa ennesima fase di transizione “tecnica” non sembrano aver colto l’essenzialità del ruolo, nella ricostruzione, di convertitori sociali o, per dirla in altro modo, di quei partiti (certi partiti) che pure questa funzione nel passato avevano saputo svolgere, avendo ben chiaro quali soggetti sociali rappresentare e come tradurre i loro interessi in un modo capace di creare ricchezza pubblica a vantaggio della società e dello stato, grazie all’esercizio di quella severa pratica pedagogica che sapeva trasformare – a volte anche deviandolo – l’impulso privato in un movimento collettivo, il valore privato in un valore pubblico. I convertitori oggi funzionano al contrario, sono tarati per svilire ciò che c’è di vitale nella società: e c’è da dire che riescono benissimo nello scopo.
(nella foto, populismo in America Latina)

TAG la rivista delle politiche sociali populismi governi tecnici berlusconi lega peron

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Di Tarcisio Tarquini il 24/11/2011 alle 23:50 | Non ci sono commenti

20/11/2011

Ritorno da Fermo

Ho preso parte alla giornata dedicata a Luigi Di Ruscio nell’ambito dell’ottava edizione del Premio Volponi, che il mio amico Angelo Ferracuti (da due anni incoraggiato e aiutato da Peppino Buondonno, assessore alla cultura della provincia) organizza a Fermo (e dintorni). [continua]

TAG fermo palmiro luigi di ruscio ediesse angelo ferracuti premio volponi

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Di Tarcisio Tarquini il 20/11/2011 alle 14:12 | Ci sono 2 commenti

26/10/2011

Le responsabilità di chi ha affossato la Olivetti

Paolo Tombolesi, pianista jazz che insegna al Conservatorio di Frosinone, ha letto il mio post su Olivetti e lo ha commentato. Ecco il testo del suo intervento. [continua]

TAG ivrea futuro adriano olivetti mario tchou

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Di Tarcisio Tarquini il 26/10/2011 alle 18:44 | Non ci sono commenti

21/10/2011

Adriano Olivetti

Ieri sera, alla Casa del cinema a Roma, abbiamo presentato – noi dell’Associazione Bruno Trentin e la Fondazione Olivetti - il film di Michele Fasano “In me non c’è che futuro. Ritratto di Adriano Olivetti”. [continua]

TAG fondazione olivetti susanna camusso comunità associazione trentin modello olivetti mario tchou

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Di Tarcisio Tarquini il 21/10/2011 alle 10:30 | C'e' un commento

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